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C'erano una volta le Feste dell'Unità

Riccardo Pagliantini
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C'erano una volta le Feste dell'Unità. Quelle che, attorno al nome del quotidiano (defunto anch'esso e non senza polemiche), radunava volontari e militanti, tombole e eventi politici, spettacoli popolari e ballo liscio, senza dimenticare pizzerie, osterie e ristoranti per grandi e piccini. A Siena per tanti anni la festa in Fortezza Medicea era, di fatto, l'unico appuntamento per concerti di alto livello, ma non era solo il capoluogo ad ospitare feste di lunga durata e con tanti appuntamenti. Tempi ormai andati, perché il calo degli iscritti del Partito Democratico, il pressochè assente ricambio generazionale, ma soprattutto un approccio ormai diverso con la politica e la ”militanza” in quello che il maggior partito della sinistra (o comunque l'erede principale) hanno fatto crollare risorse umane e forza di organizzare le celeberrime feste dell'Unità. In provincia di Siena si prova e in qualche caso si riesce a resistere, ma la crisi è diffusa. Ultima festa in Fortezza: anno 2013. Poi un paio di tentativi nei giardini della Lizza e in qualche circolo del centro storico, fino allo scorso anno. Per l'anno 2018, complice evidentemente anche lo schiaffo elettorale, le dimissioni della segreteria e l'attuale “reggenza” a tre, non c'è niente in calendario. E difficilmente si riuscirà a organizzare qualcosa nelle prossime settimane, se non per iniziativa singola di qualche segretario di circolo. I concerti fino agli anni Duemila (Gianna Nannini, Roberto Vecchioni, Pfm, Gino Paoli, Paola Turci, Baustelle, tanto per citarne alcuni, addirittura Claudio Baglioni) sono un ricordo, così come i cento volontari che ogni sera “giravano” fra i bastioni della Fortezza fino a tarda notte, per tutto il mese di agosto. Nel territorio provinciale le cose vanno un po' meglio. Ma solo un po'. Dove si resiste, le feste sono state comunque ridimensionate, accorciate e ci sono meno stands. La popolazione dei Dem invecchia e i giovani sono in numero minore e meno motivati alla sopracitata “militanza” politica accade un po' per tutti, ma la crisi si sente di più in quei movimenti abituati a un gran numero di volontari. Si resiste a Chiusi, dove è stata organizzata nei giardini dello Scalo la festa per dieci giorni: un paio di iniziative politiche (una con i presidenti di commissione regionali e una con il sindaco Bettollini). Roccaforte rimane Poggibonsi, da sempre la festa più corposa dopo quella di Siena e adesso diventata probabilmente la numero uno: dal 5 al 22 luglio con iniziative politiche quasi tutti i giorni. Il segretario Maurizio Pelosi si è sforzato anche di portare alcuni politici o esponenti di rilievo nazionale. Ma qui si pone un'altra domanda? A chi affidarsi in un Pd nazionale ancora senza guida certa, vista la “reggenza” di Martina fino al congresso? Pienza, pure amministrata dal centrodestra, farà festa fino al 26 agosto: eventi per adulti e bambini, una sola iniziativa politica con il segretario provinciale Andrea Valenti lo scorso 10 agosto. A San Gimignano fino a domenica scorsa si è perlomeno provato a parlare di politica, con lo sguardo verso le amministrative (“Radicati nel futuro, verso San Gimignano 2019” si chiamava la festa), oltre ai vari punti di ristoro. Feste anche a Serre di Rapolano, Trequanda, Sarteano e Torrita di Siena, luoghi in cui il Pd riesce ancora ad organizzarsi. A settembre quella di Castelnuovo Berardenga. A ottobre quella di Chianciano Terme, ancora non messa in calendario però. Poco altro: niente a Colle val d'Elsa, per esempio, dove negli anni passati si riuscivano a mobilitare più feste nello stesso comune. Niente in tanti altri paesi della provincia, in tanti altri circoli del territorio, anche nelle frazioni dove il Pd (e prima il Pci e i Ds) erano comunque punto di riferimento, spesso andando al di à delle questioni strettamene politiche. La festa provinciale è stata “relegata” a tre giorni all'interno della struttura di Ponte a Tressa a fine luglio: qui, almeno, è arrivato Maurizio Martina per una cena con i militanti del Pd. Unico big della politica che si è visto da queste parti.