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Siena, bar Nannini: tutti in cassa integrazione. L'Inps tarda, l'azienda istituisce fondo di solidarietà

Giuseppe Silvestri
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di Arianna Falchi Sono trecentonovantasei su quattrocento i dipendenti di Sielna spa (che gestisce anche il marchio Nannini) attualmente in cassa integrazione. Un numero importante per una delle più grandi aziende del territorio e che vede al suo interno un tassello fondamentale della tradizione senese. I quattro che non usufruiscono dell'ammortizzatore sociale “sono impiegati nelle due attività di via Montanini – spiega il direttore commerciale Cataldo Staffieri - Purtroppo, i soldi erogati dall'Inps tardano ad arrivare, quindi abbiamo pagato regolarmente gli stipendi del mese di marzo a tutti i dipendenti, di cui trecento lavorano a Siena”. I ritardi dei sostegni statali, hanno inevitabilmente messo in difficoltà anche la grande azienda senese. “Abbiamo istituito un fondo di solidarietà al quale i dipendenti possono accedere, partendo da quelli più in difficoltà. Verrà sicuramente rinnovato anche per il mese di aprile”. Le risorse per il fondo di solidarietà, sono state trovate internamente all'azienda: “La cassa integrazione è troppo lenta, dovremo trovare una formula alternativa. I dividendi destinati agli investimenti e parte dei compensi degli amministratori, verranno destinati al fondo di solidarietà”. Evidenti difficoltà, ma il Coronavirus non è riuscito a mettere in ginocchio Sielna. “Abbiamo 24 punti vendita in tutta Italia, di cui 18 a Siena. Da lunedì, contiamo di far rientrare dalla cassa integrazione altri sette dipendenti. Purtroppo, le ristrutturazioni e le nuove aperture sono state bloccate dalla pandemia: oltre alla riapertura del Bigelli e della pizzeria nel vicolo dei Pollaioli, a fine maggio dovevamo inaugurare il nuovo ristorante in Piazza del Campo. Adesso, di sicuro, il lavoro si allungherà”. Per le prossime riaperture, Sielna cercherà di tutelare i propri lavoratori. “Gli orari saranno sicuramente ridotti almeno del 30%. Questo per esporre il meno possibile i dipendenti a rischi e poi per far rientrare al lavoro più persone. Ci saranno le sanificazioni come previsto dalle normative, ma per questo partiamo un po' avvantaggiati, in quanto già le effettuavamo per l'aria condizionata. Queste cose, ovviamente, comporteranno dei costi straordinari. Per adesso, apriremo solo 3 punti vendita, due a Siena e uno a Milano”. Importante, secondo Staffieri, concentrarsi anche sulle strategie di comunicazione e valorizzare il marchio Nannini, oltre al nuovo format già proposto nel punto vendita di Massetana: “Alessandro Nannini, che già collabora con noi da tempo, adesso si occuperà delle relazioni internazionali e sarà coinvolto anche il primo figlio, Gianmaria. Abbiamo voluto legare il marchio ad un componente della storica famiglia. Punteremo molto, inoltre, sul format già presente in Massetana che ci sta dando grossi risultati. Prevede un locale a 360 gradi, a partire da colazione e pasticceria, con un brunch veloce nella fascia oraria più adatta ai lavoratori, un aperitivo importante e la possibilità di fare cena. Ovviamente, il punto di forza resta la genuinità della pasticceria, tipica di Nannini, oltre che la qualità della gastronomia espressa”. Grande soddisfazione per la manovra messa sul tavolo dal sindaco di Siena, Luigi De Mossi. “Siamo contenti. In altre città declamano senza poi fare niente. Abbiamo molto gradito l'iniziativa di De Mossi, soprattutto perché è stata messa nero su bianco”.