Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Siena, Coldiretti toscana contro la delibera regionale sulla fauna selvatica: "Brodino caldo, serve altro"

Marco Decandia
  • a
  • a
  • a

La Coldiretti alza la voce sulla delibera per contrastare la fauna selvatica. "E' solo un brodino caldo per le aree non vocate della Toscana - attacca il presidente regionale Fabrizio Filippi, - ma non risolve i problemi del territorio. I nostri agricoltori hanno ben altro da fare che cacciare i cinghiali, servono misure più tempestive ed efficaci. E' indispensabile concentrarsi sull'attività di controllo e nel coadiuvare la cattura, stimolando la polizia provinciale a intervenire tempestivamente, dopo 36 ore dalla segnalazione. In caso di mancanza di intervento entro tale arco di tempo, l'agricoltore in possesso di licenza di caccia deve avere facoltà di agire direttamente sul proprio fondo con tutti i mezzi previsti. Chi non ha la licenza, deve poter delegare una guardia volontaria o un cacciatore abilitato al controllo”.   Negli ultimi 10 anni i cinghiali sono più che raddoppiati, arrivando a 450 mila in Toscana. La stima dei danni in campagna supera i 4,5 milioni di euro, secondo i dati della Coldiretti. "Nella fascia territoriale che già registra uno spopolamento per l'indebolimento delle attività tradizionali - conclude Filippi - la concentrazione media è diventata di un animale ogni cinque abitanti. L'eccessiva presenza di fauna selvatica rappresenta un rischio per l'agroalimentare toscano, visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5 mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche".