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Altdorfer e Daniele da Volterra: il sindaco di Siena incontra il direttore degli Uffizi

Congedo di san Floriano di Albrecht Altdorfer, collezione Spannocchi, dal 1913 prestate da Siena agli Uffizi

Andrea Bianchi Sugarelli
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Il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, sarà a Firenze venerdì prossimo per un incontro istituzionale con il direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Al centro del confronto una serie di questioni culturali che potrebbero diventare la base di una futura e stretta collaborazione tra Siena e Firenze. Il primo punto riguarda due straordinari pannelli di Albrecht Altdorfer raffiguranti Storie di San Floriano che fanno parte della Collezione Spannocchi di Siena e che dal 1913 sono stati dati in deposito dall'allora Galleria dell'Accademia (oggi Pinacoteca) proprio agli Uffizi. Dal 2018 le due opere sono tornate a Siena per la mostra “Una città ideale. Dürer, Aldorfer e i Maestri Nordici”, proprio della Collezione Spannocchi al Santa Maria della Scala dove ancora permangono. L'amministrazione comunale, ed in particolar modo il sindaco, da oltre un anno hanno avviato un dialogo con Schmidt e che è proseguito anche nell'estate scorsa quando il direttore della grande galleria fiorentina è stato ospite per il Palio. La volontà sarebbe quella di avviare una collaborazione stretta che favorisca sia Siena sia gli Uffizi con reciproche iniziative di valore artistico e culturale.   In questo contesto rientra anche l'appello dei 46 importanti intellettuali italiani, tra cui lo storico dell'arte Riccardo Lattuada, componente del Comitato di supervisione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze; Nicola Spinosa, già Soprintendente di Napoli; Marcello Aitiani, importante artista teorico e musicista; Cordelia von den Steinen, al mondo la più famosa scultrice in terracotta; Massimo Bignardi, docente di storia dell'arte contemporanea; Enrico Toti, già Conservatore del Santa Maria della Scala e Mauro Civai già direttore del Museo civico di Siena, che chiedono agli Uffizi di intraprendere un percorso di cooperazione che riguardi pure le due opere di Daniele da Volterra della collezione Pannocchieschi d'Elci recentemente acquistate proprio dagli Uffizi. Nessuna polemica, nessuna richiesta formale di “restituzione” dei capolavori a Siena e nessun campanilismo, come invece è stato sottolineato in alcune interviste o servizi giornalistici. Semmai il contrario, partendo dal plauso per l'iniziativa del direttore Schmidt che ha salvato le due opere dal mercato privato.   Il Comitato, che nel frattempo ha superato le 50 adesioni ed ha bloccato sul nascere anche una strumentalizzazione politica, resta convinto che l'importanza per Siena della figura di Daniele da Volterra resti centrale, con i dipinti cinquecenteschi che appena giunsero in città furono dotati di importanti cornici da quadreria a suggellare l'importanza e il prestigio dell'acquisizione, che ne fece uno dei più riconosciuti vanti del collezionismo senese. Ma anche per i profondi legami del pittore con la città, l'apprendistato con il Sodoma, il rapporto con Baldassarre Peruzzi, la presenza di altre opere (a tal proposito uscirà a breve un interessante saggio). Inoltre c'è un altro aspetto che il Comitato vuole sottolineare con la petizione, in particolare interrogando il Ministero ed il fatto che solo pochi musei e siti archeologici italiani hanno disponibilità di finanziamenti statali così come avvenuto per l'acquisto della  “Madonna col Bambino, san Giovannino e santa Barbara” (pagato a metà dagli Uffizi e dallo Stato). Sarebbe un bel gesto di riconoscenza, per una citta che si sente abbandonata dalle istituzioni, ammettere che quei soldi dei contribuenti dovrebbero almeno far nascere una comproprietà della Madonna fra Uffizi e Pinacoteca di Siena.   L'appello ha riscontrato l'interesse del sindaco Luigi De Mossi che durante l'incontro con Eike Schmidt metterà al centro del confronto anche questi punti insieme alle opere di Albrecht Altdorfer cercando di intraprendere un percorso nuovo che arrivi ad una ulteriore e fattiva collaborazione. La giornata di venerdì, insomma, sarà l'occasione per abbracciare una serie di tematiche che dovrebbero ampliare la visione dell'offerta e dell'investimento culturale della città. Per scrivere un nuovo futuro.