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Palio bene culturale immateriale dello Stato , il Ministero invia a Siena l'antropologa Katia Ballacchino

Susanna Guarino
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Il Governo italiano apre le porte al Palio come “bene culturale immateriale dello Stato”. La conferma arriva dal Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) che ha già avviato la pratica che dovrà adesso seguire un iter ben preciso. Il primo passo è stato formalizzato con l'istituzione del Comitato scientifico che vede insieme il Magistrato delle contrade, il Comune di Siena, l'ateneo e l'università per stranieri. Da Roma invece è arrivata il 1 dicembre l'antropologa Katia Ballacchino che resterà periodicamente a Siena, spesso ospite dei rioni, la quale avrà il compito di conoscere, studiare e capire l'essenza della realtà cittadina e delle sue contrade fuori dal contesto dei quattro giorni di Festa. L'obiettivo è uno studio completo, una ricerca culturale e sociologica da cui saranno estrapolati tutti quei valori da inserire nel “bene culturale immateriale dello Stato”. Ballacchino ha iniziato il suo lavoro il 1 dicembre con l'apertura dell'anno contradaiolo, presenziando anche alla cerimonia in Duomo. Ha già incontrato tutti i priori in una riunione al Magistrato e con i quali ha avuto un primo colloquio di conoscenza. La sua presenza, prevista per un anno, sarà costante per tutto l'anno, parteciperà a tutte le fasi della vita contradaiola e verrà tenuta informata su ogni iniziativa od evento così da poter contemplare esaustivamente l'essenza antropologica del Palio. In sostanza non si tratta di fare un ennesimo libro o un resoconto cronologico sulla Festa senese, ma mettere nero su bianco le basi storiche oltre che sociologiche della vita della città, da illustrare e presentare poi al Ministero. L'iniziativa, infatti, parte proprio dal Mibac che vuole approfondire e valorizzare una delle realtà culturali più importanti dell'Italia e dell'Europa e vuole farlo con in mano una ampia documentazione. Leggi qui chi è l'antropologa Katia Ballacchino.