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Maxi evasione nell'azienda agricola da 60 dipendenti

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Carlo Pellegrino
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La Guardia di Finanza di Siena ha scoperto un enorme sistema evasivo che ha visto il coinvolgimento di due soggetti economici nel settore agricolo tra la Valdorcia e la Valdichiana. La notevole la mole di dati analizzata ha consentito di ricostruire oltre 300 mila euro di ricavi non dichiarati. Immediata la segnalazione da parte dei finanzieri alla competente Agenzia delle Entrate per le conseguenti procedure sanzionatorie e di recupero delle imposte evase. Il sistema evasivo si articolava in parte mediante l'emissione e la non registrazione di fatture, in parte mediante riscossioni totalmente in nero di prestazioni lavorative realizzate dalla società. In sostanza, nel corso della verifica alla “società madre” i finanzieri hanno trovato una contabilità in nero parallela a quella ordinaria che coinvolgeva anche la “società figlia”, prontamente attenzionata dalle Guardia di Finanza. In particolare, all'interno dei sistemi informatici aziendali sono stati individuati diversi file excel dei lavori eseguiti, molti dei quali risultati non fatturati. Parte dello stratagemma adottato consisteva nel riutilizzare più volte la stessa numerazione su più fatture emesse con l'inserimento nella contabilità ufficiale di quella con l'importo meno elevato. L'azione investigativa svolta, attuata secondo un approccio trasversale e multidisciplinare ai fenomeni illeciti, ha consentito anche di disvelare come i dipendenti, oltre 60 braccianti agricoli tutti formalmente assunti in modo regolare, fossero in realtà retribuiti in larga parte con emolumenti fuori busta ovvero “in nero”, consentendo così alle società ulteriore indebito risparmio d'imposta. In merito sono in corso approfondimenti delle posizioni fiscali irregolari volti ad individuarne la provenienza ed il reimpiego.