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Maxi evasione fiscale: sequestrati beni per 6,6 milioni

Carlo Pellegrino
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La Guardia di Finanza di Siena ha eseguito, su delega del tribunale di Firenze – Ufficio Misure Prevenzione, un sequestro di beni per oltre 6,6 milioni di euro, nella diretta ed indiretta disponibilità di un imprenditore. Il soggetto, di origini calabresi ma da anni oramai residente nella provincia infatti, è stato denunciato e condannato per numerosi reati a sfondo economico-finanziario a partire dall'anno 2004. Le condotte delittuose sono state perpetrate nell'ambito della gestione di più società, a lui intestate e da lui amministrate (alcune delle quali portate al fallimento) ed esercenti attività in diversi e variegati settori imprenditoriali: dal settore immobiliare, al trasporto merci su strada, alla coltivazione di cereali alla produzione di energia rinnovabile. Nel caso di specie il soggetto non risulta legato ad ambienti di criminalità organizzata, ma il codice antimafia prevede l'applicazione di misure cautelari reali analoghe a quelle previste per i soggetti indiziati di appartenere ad organizzazioni criminali di stampo mafioso, qualora si ritenga che il proposto viva, in tutto o in parte, di proventi di origine delittuosa.  L'imprenditore raggiunto dalle misure ablative ha evidenziato nel tempo una significativa pericolosità sociale in relazione alla natura ed abitualità dei reati commessi, tutti a sfondo economico finanziario che hanno consentito all'interessato di accumulare un considerevole patrimonio mobiliare ed immobiliare a fronte di redditi dichiarati al fisco del tutto esigui. Rispetto a meno di 30.000 euro l'anno dichiarati, vantava il possesso di beni (tra quote societarie; immobili; beni mobili) per oltre 6,6 milioni di euro, accumulati nell'arco di oltre dieci anni. Per eludere l'erario, molti di detti beni erano stati fittiziamente intestati a familiari dell'imprenditore e, in particolare, alcune quote societarie risultavano in possesso della madre settantenne. Le meticolose ed approfondite indagini, svolte sotto l'egida della Procura della Repubblica di Siena, hanno consentito di ricostruire, in dettaglio, oltre alle varie condotte delittuose, perpetrate dal 2004 al 2015, anche la c.d. “perimetrazione temporale”, ovvero la corrispondenza temporale tra la commissione dei reati e le acquisizioni di ricchezze ingiustificate.  Su richiesta della Guardia di Finanza di viale Curtatone, la Sezione specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo, ai fini della confisca, di tutti i beni direttamente o indirettamente riconducibili alla disponibilità del proposto: 38 immobili (tra cui una villa di pregio, terreni agricoli, fabbricati ad uso ufficio ed appartamenti in costruzione); quote di partecipazione in istituti di credito cooperativo; 9 aziende operanti nel settore dei trasporti, coltivazione di cereali, produzione di energia da biomasse ed edilizia; 7 autovetture; 4 motocicli di grossa cilindrata; un autocarro e tre semirimorchi. I beni fruttiferi di redditi sono stati affidati alla gestione di un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Firenze.