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Poggibonsi, Galbiati sempre tra i migliori. Vetta vicina

Andrea Bianchi
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Negli ultimi 180 minuti allo Stefano Lotti il Poggibonsi è stato preso per mano da Jacopo Galbiati: due reti e i sei punti conquistati. Strana cosa per Galbiati decidere ed incidere con questa frequenza realizzativa, lui che è centrocampista che organizza il gioco, impone i suoi ritmi, dà linearità alla manovra. E pensare che nella sua prima esperienza in giallorosso, nel 2014-15, fu una delle costanti della squadra di Massimo Fusci: 31 presenze senza mai segnare. In carriera, alle sue squadre, ha portato idee e saggezza piuttosto che reti. La storia a volte non si ripete e la stagione attuale sta regalando una sua diversità: Galbiati che segna gol pesanti. Sei punti, nell'economia della rincorsa alle prime posizioni, non sono poca cosa, se consideriamo il ritardo di cinque lunghezze dalla capolista Sangimignano, che proprio al Lotti ha conosciuto la prima sconfitta in campionato. In quella circostanza Galbiati decise su calcio di punizione: palla vicina al limite dell'area, quasi impossibile andare sopra la barriera, normale calciare forte diritto per dritto. Andò bene. “Jacopo ha una voglia incredibile, sembra mio figlio”, commenterà poco dopo Alessio Bifini, tecnico del Poggibonsi, che al suo regista non rinuncia mai non rinunciando ad un calcio propositivo. Arriviamo quindi all'ultima gara del Lotti, quando è lo stesso Galbiati a trasformare dagli undici metri. Una punizione, un rigore e sei punti conquistati: anche a 36 anni si scoprono cose nuove.  Filippo Tecce