Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Prandelli: "Restare alla Colligiana? Mi piacerebbe, ne parleremo"

Marco Decandia
  • a
  • a
  • a

Quando è arrivato alla Colligiana, la scorsa estate, Matteo Prandelli era accompagnato da più dubbi che certezze: doveva raccogliere da solo la pesante eredità di Mitra, Sciapi e Valenti, portando con sé la fama di giocatore dalle buone qualità ma scarsamente prolifico (il suo massimo bottino in una stagione era stato di 5 reti). Eppure, la prima parte della sua stagione è stata a dir poco incredibile: in appena due mesi ben nove reti, che avevano trascinato la Colligiana in una tranquilla posizione di classifica, rendendolo uno degli idoli del “Gino Manni”. Poi, un periodo di buio: qualche guaio muscolare, qualche prestazione mediocre, diversi mesi senza gonfiare la rete, con l'aggiunta di alcune incomprensioni legate al calciomercato, hanno reso l'inverno del centravanti biancorosso particolarmente pesante. Prandelli è però riuscito testardamente a recuperare: per altre quattro volte ha potuto mostrare alla tribuna la sua tipica “mitragliata” di esultanza; una media decisamente inferiore alla prima parte della stagione, ma ogni gol ha pesato come un macigno. Soprattutto l'ultimo, quello del vantaggio nel play out con il San Donato Tavarnelle; il gol che ha praticamente messo la salvezza nelle mani della Colligiana. "E' stata una bellissima sensazione - racconta a mente fredda. - Ci tenevo molto a salvarci e a dimostrare che sono molto legato a questi colori. Quel gol l'ho sognato: non ho quasi dormito per cinque notti anche se fino al giorno prima non ero sicuro di giocare per alcuni problemi fisici; alla fine, però, la voglia ha prevalso sui dolori. Io ho girato molte piazze con un passato importante, ma devo dire che la passione e la serietà che ho trovato in questa società raramente le avevo viste: negli ultimi tempi trovare, nel mondo del calcio, persone come quelle che compongono la dirigenza della Colligiana è sempre più raro. Per questo sarei felice di rimanere dove sono: verso la metà di giugno mi siederò al tavolo con la società per decidere se continuare insieme o no. Diciamo che per ora siamo al 50 %. Ogni calciatore punta sempre al meglio, quindi è normale che prenderei in considerazione offerte da categorie superiori, sarei stupido a non ammetterlo".