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Morgia: "Le mie notti in bianco e il quadrifoglio per l'obiettivo"

Marco Decandia
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La Robur va a Sansepolcro con la consapevolezza che, in caso di vittoria e di un contemporaneo passo falso del Poggibonsi, scatterebbe l'ora di stappare lo spumante per la raggiunta promozione in Lega pro. "Più il traguardo si avvicina - spiega Massimo Morgia - e più aumenta una certa apprensione. Come mi è sempre accaduto in situazioni simili, dormo poco, meno del previsto. Da quarantacinque anni a questa parte, passo notti in bianco. Credo che capiti anche a qualcuno dei ragazzi con la consapevolezza però che daranno tutto sul piano psicologico e della determinazione”. Il mister dovrà assistere all'incontro dalla tribuna: “Mi sarebbe piaciuto essere in panchina, ma non è più tempo di tattiche, di formazioni, di modi di giocare. Sotto questo punto di vista la mia presenza a bordo campo è relativa, i ragazzi sanno bene ciò che vogliamo tutti e come ci siamo preparati. Godrò di essere in mezzo ai tifosi perché ho l'impressione gratificante di sentirmi “a casa mia”, per un legame forte anche famigliare che ho con questa città. Se siamo qui, è anche per merito del “quadrifoglio”, felicemente evocato dal presidente Ponte, a dimostrare che c'è un'unità d'intenti vera, non fittizia. Se vincerò questo campionato non sarà solo per il fatto in sé, ma la dimostrazione di cosa dovrà essere il calcio del futuro legato alle squadre di provincia. Una comunità che vive di civiltà, tradizioni, valori accanto ai propri colori”.