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Ramagli: "E' presto per parlare di conferma, per me e per i giocatori"

Marco Decandia
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Calato il sipario sulla stagione 2015/2016 dopo la sconfitta a Imola in gara5 (vedere qui), è tempo di riflessioni in casa della Mens Sana. "Il bilancio del nostro campionato – spiega il coach Alessandro Ramagli – non può che essere positivo. Quando parti con determinati obiettivi e poi devi alzare l'asticella in corsa perché li hai già raggiunti, e quindi puoi puntare a qualcosa di superiore, ci sono motivi per essere soddisfatto. Noi di questi scatti verso l'alto  ne abbiamo fatti diversi: prima volevamo la salvezza, poi abbiamo messo nel mirino i play off, poi il quarto posto, che è sfumato solo per una questione di canestri e di incastri con le altre squadre. Infine, abbiamo provato a passare un turno di post season e ci siamo fermati davanti al risultato del campo, che va sempre rispettato, ma con la consapevolezza di essercela sempre giocata fino in fondo". Si è dunque conclusa la prima tappa del progetto triennale varato la scorsa estate. Per il secondo passo, però, le certezze al momento mancano... "In condizioni regolari, saprei di rimanere al 100%: ho un contratto, abbiamo ottenuto buoni risultati, c'è un programma da portare avanti. Non ci sarebbe alcun senso nel cambiare, se non fossero in ballo altre componenti. A me piacerebbe restare qui, ovviamente, ma in questa situazione non si può neanche esprimere tale auspicio. Stesso discorso per i giocatori: il gruppo ha tanti giovani e molti di loro potrebbero costituire un'ottima base, che può crescere e a cui attingere. Ma non ha proprio senso parlare di queste cose perché la Mens Sana del futuro non c'è, non è ancora stata disegnata. E' come voler cucinare un piatto di alta cucina senza avere gli ingredienti. L'augurio che mi sento di fare a Siena è di poter vivere una stagione di normalità, dove chi lavora possa essere giudicato per quello che fa, in positivo o in negativo, senza influenza di altre cose che con il campo non hanno attinenza".