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Ramagli: "Non abbiamo giocato ad armi pari"

Marco Decandia
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La Mens Sana cade di misura (87-85) a Codogno, tana del Casalpusterlengo, al termine di una sfida in cui i biancoverdi si sono aggiudicati tre frazioni su quattro, ma hanno pagato a caro prezzo un calo nel terzo quarto che ha permesso ai locali di accumulare un vantaggio che, anche se assottigliato, è stato sufficiente per imporsi. C'è qualcosa che non va giù a coach Alessandro Ramagli e lo dice senza giri di parole: “Vorrei sottolineare un dato: i nostri due americani, che sono stati in campo 30 e 36 minuti, hanno tirato 7 liberi in due, quindi meno di Rossato, che da solo ne ha avuti 11 in 14 minuti . Questa mi sembra già una buona spiegazione per questa sconfitta. Nessuna delle due squadre ha giocato con le mani in tasca, noi ne abbiamo date e ne abbiamo prese, ma alla fine ci sono stati 7 falli e 11 viaggi in lunetta di differenza, e in una sfida che finisce con 2 punti di scarto, e nella quale abbiamo anche sbagliato la tripla del pareggio, direi che queste cose contano. Sarebbe auspicabile avere un trattamento uniforme, in modo tale che l'esito venga deciso dai giocatori in campo”. Sulla squadra spiega: "Ho visto rispetto di quello che avevamo deciso di fare, anche se non sempre ci siamo riusciti. Dobbiamo ancora lavorare molto per arrivare a esprimere per 40 minuti lo stesso tipo di pallacanestro, per ora sappiamo che la continuità non è ancora il pezzo forte del nostro repertorio". L'analisi completa e più approfondita del coach sul Corriere di Siena del 21 dicembre 2015