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Parto gemellare sulla tazza del bagno, scatta la denuncia

Santa Maria della Misericordia

Marina Rosati
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Lasciati soli a gestire un aborto terapeutico drammatico e soprattutto pericoloso per la madre. Sono questi i contorni della tragedia familiare che ha investito una coppia di una frazione di Assisi che, nei giorni scorsi, ha dovuto affrontare il dramma di un parto indotto a 21 settimane di gestazione per far nascere la coppia di gemelline, di cui una morta in grembo, che avevano tanto desiderato. Ma la notizia delle morte di una delle due bimbe, la necessaria induzione del parto e l'inevitabile decesso dell'altra non sono stati niente a confronto di come sono andate le cose: “Le mie figlie - racconta ancora scosso il quarantenne assisano - sono nate nel bagno della camera del Santa Maria della Misericordia, per l'esattezza nella padella per fare la pipì, senza che nessuno ci stesse vicino. E' stato drammatico. Non avevo mai visto così tanto sangue. Ho messo le mani sulle orecchie della mia compagna perché non sentisse il gemito della bambina nata viva”. Ed è per questo che i due, assistiti dall'avvocato Murali, hanno deciso di sporgere denuncia affinché vengano accertate eventuali responsabilità dei sanitari del reparto di Ostetricia-Ginecologia del polo unico perugino. Da quello che trapela sembra che, dopo l'accaduto, sia stata subito aperta un'indagine interna e l'ostetrica responsabile sia stata spostata.