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Google blocca i siti che nascondono la propria provenienza

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Riccardo Regi
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Primi importanti provvedimenti per bloccare le fake news e salvare, di fatto, la credibilità di ciò che internet propone. Google ha infatti deciso di bloccare nel suo motore di ricerca per le notizie i siti e le pagine d'informazione che mascherano il loro Paese d'origine o che intenzionalmente ingannano i lettori. Questo, ovviamente, per contrastare casi come quello della Internet Research Agency, l'agenzia russa al centro dello scandalo delle presunte interferenze del Cremlino nelle presidenziali americane. La novità è contenuta in un aggiornamento apportato nel weekend alle linee guida che i siti web devono rispettare per essere presenti in Google News, la sezione del motore web dedicata all'informazione. In sostanza Google prevede che i siti di notizie "non devono rappresentare in modo fuorviante, travisare o nascondere informazioni sulla proprietà o sulla finalità principale e non devono intraprendere attività coordinate allo scopo di ingannare gli utenti".