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"Furti in appartamento? Le informazioni ai ladri le diamo noi sui social!"

Jacopo Barbarito
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Ladri scatenati in tutta la regione e furti in aumento in tutti i comprensori. E i picchi, spesso, si registrano durante i ponti e le vacanze, quando le case restano incustodite. Un problema di sicurezza, certo, ma a commettere qualche errore siamo anche noi. “Ci sono state battaglie per garantire il diritto alla privacy e poi siamo i primi a fornire una marea di informazioni utili a chi le vuole usare contro di noi”. É partendo da questo paradosso che il criminologo Francesco Caccetta, autore di diversi libri sull'argomento, illustra i pericoli a cui andiamo incontro postando una serie di informazioni sensibili sui social network. Anche quelle più banali, che però possono essere usate contro di noi e sono una vera e propria “miniera” per chi delinque, soprattutto per chi compie furti in appartamento. “Viviamo in un'era dove siamo abituati a postare foto, condividere informazioni, annunciare intenzioni sul nostro futuro, mostrare la nostra casa - spiega Caccetta - Spesso non ci accorgiamo che queste informazioni possono essere fruite da milioni di persone”. Partendo da questa premessa Caccetta spiega qual è l'approccio di chi delinque. “I ladri si dividono in due grandi gruppi: quelli occasionali, che sono circa l'80%, e quelli che pianificano i propri colpi e seguono i propri bersagli. I primi non studiano eccessivamente le proprie vittime o le loro abitudini, ma i secondi sì. Oggi non è più neanche necessario fare dei sopralluoghi sul posto, visto che con strumenti come Google maps o Street View si possono avere immagini dettagliate su un'abitazione, come la presenza di inferriate, il numero e la dislocazione di porte e finestre o la presenza di telecamere”. Ma poi il resto lo facciamo noi. “Quante volte leggiamo post come: ‘dal 10 al 20 sarò al mare'. ‘Domani vado a Roma'. ‘Sono arrivato a Praga'. Quante volte vengono pubblicate foto di regali ricevuti, gioielli, ambienti domestici dove possono spiccare quadrio apparecchi elettronici di valore? Quante volte c'è chi dice di aver installato un nuovo allarme o una cassaforte? In questo modo stiamo informando gratuitamente chi dovesse seguirci che non siamo in casa, quando non ci siamo o non ci saremo, che abbiamo beni di valore da custodire o altro ancora. Perchè dare queste informazioni in modo così inconsapevole?”. Un rischio, questo, che viene corso soprattutto dai cosiddetti analfabeti digitali, in cui rientrano mediamente la maggior parte degli over 45. “I giovani,i nativi digitali sono più attenti e informati e oggi frequentano sempre più social network dove i propri contenuti sono temporanei, rispetto a facebook dove restano per sempre”. Cosa possiamo fare, quindi, per difenderci senza rinunciare a condividere le nostre esperienze? “Bisogna avere un po' di buon senso: le foto delle vacanze postiamole a vacanza finita e non mentre è in corso. Condividiamo i post solo con gli amici, utilizzando il filtro che limita la pubblicazione totale. Evitiamo la sovrabbondanza di informazioni sulla nostra casa o le nostre intenzioni future, compreso ciò che riguarda acquisti, auto o altre cose che possano documentare il nostro reddito o le capacità di spesa. Informiamo solo i nostri vicini o persone di cui ci fidiamo della nostra assenza da casa e - conclude Caccetta - mitighiamo un po' la nostra mania di condivisione”.