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La corsa verso le elezioni regionali: ecco i primi nomi

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Gennaro Groppa
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Nel Partito Democratico senese ricominciano i distinguo. Il tema del contendere è, e non è la prima volta che accade, il Santa Maria della Scala e la futura evoluzione che dovrà avere l'ente che gestirà il complesso museale in Piazza Duomo. Nette e chiare sono state le parole scritte dalla capogruppo del Pd in consiglio comunale, Carolina Persi, ed indirizzate alla giunta: “Leggiamo, nostro malgrado, uno stravolgimento completo di tutti gli indirizzi che il consiglio comunale e la maggioranza avevano dato, ennesima dimostrazione dell'assoluta mancanza di interesse e rispetto verso le idee e soprattutto degli atti del consiglio comunale. Le linee guida erano state elaborate con un serio percorso partecipativo aperto all'ascolto e condiviso all'unanimità dal consiglio. Oggi tutto questo viene abbandonato dall'amministrazione, senza alcuna discussione, per far posto ad altre idee, mai valutate in sedi ufficiali e totalmente in contrasto con quelle espresse dal consiglio”. Se non vogliamo parlare proprio di una spaccatura, per lo meno esiste (ancora una volta sul tema del Santa Maria della Scala e del futuro e delle prospettive del settore culturale in questa città) una forte divergenza di vedute. Gli animi, quindi, si accendono ancora. E la primavera che arriverà sarà certamente ancora più calda, dato che si avvicina una importante scadenza elettorale. Il Pd senese candiderà sei suoi esponenti (tre uomini e tre donne) al consiglio regionale. Ma a Palazzo Panciatichi entreranno solamente due senesi, presumibilmente un uomo ed una donna. Nomi ed equilibri Il dibattito dentro il partito è iniziato da mesi. Si ricerca l'equilibrio, come si dice in questi casi, anche a livello territoriale: tutte le aree della provincia senese dovrebbero essere rappresentate. E poi ci sono i famosi “ticket” tra i candidati, una sorta di “collegamento” o “legame” tra un candidato ed una candidata. Il nome noto ormai da tempo relativamente ad una candidatura per il consiglio regionale è quello di Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi nonché “renziano della prima ora” e anche membro ormai da un anno della direzione nazionale del Partito democratico. Ma quale potrebbe essere la candidata donna di “area renziana”? Negli scorsi mesi si era parlato di Sonia Pallai, attuale assessore al turismo del Comune di Siena. Nelle ultime settimane ha invece preso corpo la candidatura di Angela Pagni, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Monteroni d'Arbia. Un altro nome dato per certo da mesi per una candidatura per le prossime elezioni regionali è quello di Marco Spinelli, ex sindaco di Colle val d'Elsa e attuale consigliere regionale. Il “ticket” in questo caso potrebbe essere composto con l'assessore all'istruzione del Comune di Siena, Tiziana Tarquini. C'è anche Bezzini “in campo” Ma la vera novità degli ultimi giorni è la più che probabile candidatura anche dell'ex presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, a cui si affiancherebbe anche l'assessore alla sanità del Comune di Siena, Anna Ferretti. Rimarrebbe esclusa in questo quadro l'area che ruota attorno all'attuale presidente del consiglio regionale, Alberto Monaci: e invece nei mesi scorsi in molti davano per certa la candidatura di uno tra l'ex vice presidente della Provincia, Alessandro Pinciani, o l'ex consigliere provinciale Riccardo Burresi. Per non parlare dei cosiddetti “giovani turchi”, ormai presenti anche nel senese, e che in questo scenario non avrebbero un loro diretto rappresentante. E c'è anche un'altra considerazione da fare: tra i sei candidati ci sono, a meno di nuovi e comunque possibili stravolgimenti, due assessori della giunta Valentini. Se Ferretti o Tarquini si trasferissero in Regione come si muoverebbe a quel punto il sindaco? Le importanti deleghe a sanità oppure istruzione andrebbero naturalmente riassegnate. Siena inoltre, dopo l'uscita dalla giunta regionale dell'ex sindaco di Chiusi ed ex assessore regionale alle infrastrutture Luca Ceccobao, ambisce anche ad avere un posto in giunta. E allora, in caso di nuova vittoria di Enrico Rossi, come si comporterà il governatore della Regione Toscana? Siena con la Regione ha anche tanti discorsi aperti. Due su tutti: un piano sanitario che coinvolge e riguarda anche la ristrutturazione dell'ospedale delle Scotte (per cui l'attuale assessore alla sanità Luigi Marroni ha promesso lo stanziamento di 100 milioni di euro, sostenendo che i lavori potranno essere realizzati in un arco temporale piuttosto breve) e anche la “partita” culturale ed i 40 milioni di euro promessi per il famoso “Piano B” dopo la sconfitta senese nella sfida per la capitale europea della cultura.