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Siena, cinghiali e piccioni devastano le coltivazioni. Coldiretti: "Dovete permetterci di intervenire"

Marco Decandia
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La Coldiretti di Siena annuncia misure drastiche e autonome da parte di agricoltori e allevatori per il controllo di cinghiali e piccioni. “La misura è colma - dice il presidente Filippi. - La pazienza è esaurita. Alla vigilia delle semine primaverili avevamo con forza richiesto la ripresa degli interventi di controllo delle specie problematiche dannose per l'agricoltura. Una prima ma insufficiente risposta era nell'ordinanza del presidente Rossi che autorizzava gli agenti volontari a effettuare interventi, misura apprezzabile ma carente, se non corroborata da un convinto e deciso impegno nell'attuazione. A distanza di quasi un mese registriamo quotidiane denunce da più parti di presenze di cinghiali e piccioni che devastano le coltivazioni. In mancanza di risposte non si escludono azioni eclatanti. In una fase di emergenza causata dal Coronavirus, ci saremmo aspettati più convinzione nella difesa di una filiera alimentare indispensabile per il Paese. Invece, assistiamo di nuovo a palliativi come la caccia di selezione. Per questo chiediamo che l'agricoltore in possesso di licenza di caccia, decorse 36 ore dalla richiesta agli organi preposti, in caso di mancanza d'intervento, possa, perché costretto, intervenire direttamente sul proprio fondo con tutti i mezzi previsti dalle azioni di controllo, mentre in mancanza di possesso della licenza di caccia possa delegare una guardia volontaria, o un cacciatore abilitato al controllo”.