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Aereo precipitato a Teheran, i misteri del disastro: per Ukraine International è il primo incidente con morti

Carlo Pellegrino
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C'è qualcosa di poco chiaro nel disastro aereo che ha coinvolto il volo 752 della compagnia Ukraine International Airlines, in cui sono rimaste uccise 177 persone. L'aereo, un Boeing 737-800, aveva poco più di tre anni di vita. Per un aeromobile di questo tipo, in grado di restare in servizio anche per tre decenni, vuol dire praticamente essere nuovo. L'Ukraine International Airlines è una compagnia affidabile, che ha superato brillantemente tutti i controlli previsti dall'Easa, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, l'ente che controlla i cieli del vecchio continente seguendo i parametri più severi del mondo. E' in servizio dal 1992, fino ad oggi non aveva mai subito incidenti gravi: quello in Iran è il primo che ha provocato morti. Ha una flotta con 27 Boeing 737 (gli aerei a medio raggio più diffusi nel pianeta), e - per le distanze più lunghe - quattro Boeing 767 e tre 777. Può un velivolo come questo, sottoposto a regolare manutenzione subire un danno strutturale così grave da compromettere l'efficienza stessa dell'areo e farlo precipitare senza dare modo ai piloti di reagire? Possibile, certo. Ma altamente improbabile, specie in una giornata come quella dell'8 gennaio a Teheran: cielo sereno, poco vento, visibilità perfetta. La situazione ideale in cui un pilota può reagire a un eventuale cedimento strutturale o altri problemi all'aeromobile. Quando il transponder ha smesso di inviare segnali alla torre di controllo erano le 6,18 di mattina, sei minuti dopo il decollo. Il volo 752 si trovava a 8000 piedi, circa 2438 metri, ovvero nella fase iniziale della salita verso l'altitudine di crociera (solitamente tra i 36000 e i 42000 piedi) 12 miglia a nord ovest dell'aeroporto. Da subito le autorità iraniane hanno parlato di un guasto come causa del disastro, ma con le ore che passano l'ipotesi di un missile che ha colpito l'aereo facendolo precipitare si fa più consistente. Non sarebbe il primo caso, peraltro, e le tensioni tra Stati Uniti e Iran deflagrate proprio nelle ore precedenti al disastro aereo sono una coincidenza inquietante.