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Coronavirus Siena, crisi dei taxi: "Così è impossibile mantenere una famiglia. A volte non incassiamo niente"

Giuseppe Silvestri
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di Gennaro Groppa La crisi dei taxi a Siena: tante ore di lavoro, ma pochissime corse da poter effettuare. “A Pasquetta nel turno di notte, dalle 18 alle 3 del mattino, non ho avuto nemmeno un cliente”. E' affranto Matteo Cecchetti, 45enne che da un anno e mezzo fa il tassista. “A novembre – racconta – avevo comprato il nuovo veicolo, che è pronto, ma non posso ancora utilizzarlo perché devo fare il collaudo e gli uffici della motorizzazione sono chiusi. Abbiamo incassi veramente risicati, in una situazione di questo tipo si può reggere per due o tre mesi, non di più. La questione sanitaria nella testa di tanti è passata in secondo piano dato che le problematiche economiche vengono ora percepite come più rilevanti. In media, in un turno da 8 ore, faccio ora 3-4 o al massimo 5 corse, inserendo in questo conto anche le consegne della spesa che ci vengono richieste. La mia speranza è che presto le persone ricomincino a circolare, anche vedere la città deserta è desolante”. Vincenzo Parasiliti ha 50 anni, e fa il tassista da dieci. “La situazione è surreale – commenta –, mai avrei potuto immaginare che potesse accadere qualcosa del genere. Usciamo e lavoriamo perché svolgiamo un servizio pubblico, ma a volte sarebbe meglio rimanere a casa. Può capitare che in otto ore di lavoro non si riesca nemmeno a ripagare la benzina messa nel taxi. Pochi giorni fa in un turno ho fatto solamente una corsa da 6,60 euro. Così come si può mantenere una famiglia? In uno scenario simile se hai moglie e figli, come è nel mio caso, tutto si fa ancora più complicato. E quando finisci il turno di lavoro sei arrabbiato, stressato, nervoso perché non è possibile fare niente per risolvere i problemi che stiamo incontrando. Ogni tanto sul taxi sale qualcuno che va al lavoro all'ospedale, o che ci chiede di essere riportato a casa dalle Scotte, qualche anziano che torna nella propria abitazione con le buste dopo essere andato al supermercato a fare la spesa. Ma le corse sono pochissime, e i nostri introiti sono ridotti all'osso. Non voglio dire che ho paura nel futuro, ma per andare avanti in questo periodo si deve attingere dai risparmi economici accumulati in passato”.