"Pronto per le primarie", il sindaco con la mitraglia delle Waffen SS

La foto della polemica

siena

Foto con la mitraglia delle Ss, il sindaco Valentini chiede scusa su facebook

21.03.2017 - 10:24

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Era stata soltanto una boutade, ma ha scatenato una pioggia di polemiche. Si tratta del post con foto (poi rimosso) del sindaco Bruno Valentini a bordo di un sidecar con mitragliatrice delle Ss. Il primo cittadino ci aveva scherzato ironizzando sulle primarie del Pd, di fronte alle reazioni indignate di alcuni cittadini, ha chiesto scusa su facebook con il post che pubblichiamo di seguito.

"Fino a ieri mi sono stupito per l'eco inattesa di una foto scherzosa su fb. Quando poi ho visto la reazione di persone che stimo, con cui ho condiviso tante battaglie di democrazia e di emancipazione, ho deciso di fare una cosa che in genere i politici non fanno. Chiedo sinceramente scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi per la mia foto a bordo di una moto d’epoca della Seconda Guerra Mondiale, che ho appreso essere appartenente al corpo delle SS, insieme ad una persona di cui ignoravo nome e cognome ma soprattutto non conoscevo nulla della sua militanza o ideologia. E’ stato un incontro casuale, senza significati né messaggi. Sono rimasto colpito dall'accuratezza della ricostruzione, e non ho colto quali simboli avesse sulle carenature, tantomeno intuendo i valori deleteri che potevano essere ancora attribuiti a quella rappresentazione. Ne ho preso spunto per fare una battuta ironica sulle primarie per il prossimo segretario del PD che, dopo mesi di scontri e lacerazioni, spero invece si svolgano senza altre guerre fra eserciti rivali. Solo a posteriori, mi sono reso conto che per alcuni di voi (e tralascio le strumentalizzazioni intenzionali) ho toccato una ferita aperta e mi dispiace. Non l’avrei fatto se lo avessi immaginato anche se, ripeto, è stato un gesto spontaneo e scherzoso, un gioco da social network. Voglio sperare che nessuno di voi voglia, per questo episodio, mettere in dubbio i valori dei quali sono sempre stato portatore, la mia storia ed il mio animo profondamente antifascista. Mio nonno dovette trasferirsi da Colle val d'Elsa perché fu l'unico maestro vetraio a rifiutarsi di prendere la tessera del Fascio. Io da questa storia vengo. Tralascio la vicenda di mio padre, partigiano in Yugoslavia, o di mio zio, eroe di Montemaggio. Io personalmente sono stato aggredito da fascistelli senesi in Piazza della Posta, perchè distribuivo l'Unità. Chiunque mi conosca sa esattamente quali sono i miei valori e cosa ho fatto affinché fossero trasmessi alle nuove generazioni, compresi i miei figli, per impedire che quelle idee possano scomparire insieme ai partigiani che li hanno difesi a rischio della propria vita. La spontaneità può essere un limite ma anche un pregio; chi mi conosce non può mettere in dubbio la mia anima da una immagine sul mio profilo Facebook, che a questo punto toglierò dalla mia bacheca, anche perché non mi piacciono gli scontri verbali che ha scatenato. Comprendo che un personaggio pubblico come il sindaco di una città deve mettere in conto l' esasperazione su ciò che fa, dice o chi frequenta, ma vorrei davvero parlare di altro. Come, ad esempio, ammodernare la memoria della resistenza e dell'antifascismo attraverso un dibattito partecipato sulle nuove oppressioni ed emarginazioni ed in particolare su cosa sia e come combattere l'ingiustizia sociale di oggi".

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