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Sabato 25 Febbraio 2017 | 07:45

Siena

Ascianese di 31 anni operata alle Scotte, muore dopo tre mesi e mezzo di calvario. Aperta una indagine

La donna è deceduta il 27 dicembre in una clinica di Bergamo dopo una lunga serie di ricoveri. La famiglia vuole la verità. Sequestrate le cartelle cliniche, disposta l'autopsia

Ascianese di 31 operata alle Scotte, muore dopo tre mesi. Aperta una indagine

I familiari di una donna di Asciano, Sara Roncucci, morta lo scorso 27 dicembre a 31 anni, si sono rivolti alla magistratura per fare luce sul decesso. Secondo una dettagliata denuncia che hanno presentato alle forze dell'ordine, la morte sarebbe avvenuta dopo un lungo calvario iniziato a seguito di un intervento per il posizionamento di un "mini by pass gastrico", avvenuto il 2 settembre all'ospedale delle Scotte di Siena. La Roncucci, residente a Latina dove viveva con il compagno e i suoi due figli, dopo essere stata dimessa dal policlinico senese, ha accusato delle complicanze. Secondo la denuncia dopo un primo accertamento e conseguente dimissione all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è stata ricoverata nello stesso centro laziale per una grave emorragia addominale. Colpita da arresto cardiaco, è rimasta ricoverata in stato di coma, di nuovo operata e poi trasferita il 7 dicembre in una clinica specializzata nella riabilitazione neurologica, la Habilita di Ciserano, in provincia di Bergamo. La situazione - secondo Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali che segue il caso per conto della famiglia - è precipitata la notte del 27 dicembre, quando la donna è spirata per un nuovo arresto cardiaco.

"A seguito della denuncia - spiega ancora Studio 3A - il Pm della Procura di Bergamo, Gianluigi Dettori, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti, e ha già disposto il sequestro di tutte le cartelle cliniche e l'autopsia sulla salma, trasferita nell'obitorio dell'ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo: l'esame autoptico si terrà l'11 gennaio". 

Con tutta probabilità saranno indagati diversi medici e per le strutture sanitarie coinvolte si profila una lunga battaglia legale con una richiesta di risarcimento di svariate centinaia di migliaia di euro.

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