E' morto il cavalier Bruttini, portò la Mens Sana in serie A

Siena

E' morto il cavalier Bruttini, portò la Mens Sana in serie A

22.09.2014 - 15:32

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E' scomparso  all'età di 87 anni il popolare imprenditore Mario Bruttini, ufficiale d'ordine al merito della Repubblica Italiana, già capitano plurivittorioso della contrada della Chiocciola, ex presidente della Mens Sana basket della prima serie A e proprietario dell'azienda Comolas. La notizia ha fatto subito il giro della città perché Bruttini ha rappresentato e scritto la storia del dopoguerra e per questo Siena, il rione di San Marco e lo sport senese perdono un grande uomo, protagonista sin dagli anni '60 della vita cittadina. Persona affabile, una grande cultura legata ad un carattere forte, ma mite ed umile, persona generosissima, era stimatissimo da tutti, un Signore di quelli che non esistono più. In estate si poteva trovare spesso a Castiglione della Pescaia, al bagno Nettuno, dove amava intrattenersi con gli amici a parlare di Palio e sport. Ogni 28 giugno, in occasione dei festeggiamenti dei patroni della contrada della Chiocciola, non mancava mai al Solenne Mattutino e solo quest'anno ha dovuto rinunciare. Era un figlio delle contrade e del popolo, iniziò a lavorare negli anni ‘50 in una polleria al Cane e Gatto, poi inizia a commerciare carni e poi legname.

Nel 1961, il cavalier Mario Bruttini (così era chiamato da sempre) acquistò la Comolas, l'azienda locale di lavorazione del legno nata nel 1929 (sotto un altro nome), portandola ad una crescita esponenziale soprattutto grazie alle capacità imprenditoriali dello stesso Bruttini che al suo lavoro dedicò tutte le sue energie. Quell'impulso ha permesso alla Comolas di imporsi sul mercato nazionale realizzando nel corso degli anni una organizzazione efficiente e professionale capace di seguire con attenzione e soddisfare le esigenze della clientela. Bruttini era legatissimo alla sua contrada, la Chiocciola, dove sin da giovanissimo è stato attivo legando cuore ed impegno. Quando alla fine del 1962 (aveva solo 35 anni) il popolo lo chiamò a rivestire il ruolo di capitano, quale successore del popolare Enrico Civai, il cavaliere non si tirò indietro. E quello fu l'inizio di dieci anni incredibili in cui Bruttini riuscì a scrivere pagine di Palio che sono entrate nella storia. Fu subito vittorioso nell'agosto di quell'anno con Danubio della Crucca e il fantino Peppinello. Il bis arrivò due anni dopo, nell'Assunta del 1966, grazie a Beatrice e Canapetta, il fantino che era della Tartuca e lui riuscì a portare in San Marco lasciando andare Canapino in Castelvecchio. Canapetta fece il bis nel 1968 con l'indimenticabile barbero Selvaggia. Nel 1973 Mario Bruttini lasciò la poltrona di capitano al giovane Piero Iannone che nel segno del cavaliere vinse anche lui tre Palii negli anni successivi. Bruttini tornò capitano nel 1986, rimase in carica fino al 1989, ma senza più vincere.
Il suo nome resterà per sempre legato anche allo sport cittadino, in particolare alla Polisportiva Mens Sana di cui è stato presidente dal 1970 al 1978, gli anni della grande consacrazione del basket. In modo particolare l'anno 1972-73 quando la formazione biancoverde che militava in serie B riuscì a conquistare la serie A nella gara decisiva della poule promozione contro la Brina Rieti, disputato in un Dodecaedro stracolmo. La squadra, composta per la maggior parte da atleti senesi, era allenata da Ezio Cardaioli. Fu lui a dare l’impulso nella costruzione del Palasport di viale Sclavo e in serie A, la Mens Sana di Bruttini con le canotte verdi e l'indimenticabile sponsor Sapori, lottò con le grandi grazie anche ad importanti ingaggi come Enrico Bovone e Carl Johnson centrando il traguardo delle poule scudetto.

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