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Lunedì 20 Febbraio 2017 | 18:49

SIENA

Botte e spari al mare: denunciato uno degli aggressori

Botte  e spari al mare: denunciato uno degli aggressori

Ha un nome ed un volto l’uomo che ha trasformato la notte di Pasquetta di Castiglione in un regolamento di conti. Ed hanno un volto anche i tanti giovani che la stessa notte hanno dato vita ad una rissa degna di un film western. Per Castiglione è stata una notte di botte, spari, sangue, inseguimenti e ricerche. Una notte di gente che fugge e di altra che si rende disponibile a testimoniare, una notte completamente diversa da quelle tranquille che è abituata a vivere Castiglione della Pescaia, d’inverno ma anche nei periodi di pienone estivo.
E’ stata anche una notte di alacre lavoro da parte dei carabinieri che in poche ore hanno chiuso il cerchio su una vicenda che ha dell’incredibile.
Il giorno di Pasqua Castiglione si è riempita di gente proveniente da tutta la regione. Moltissimi sono giovani che, anche per sfuggire la temperatura rigida, si sono attardati nei locali del centro consumando abbondanti quantità di alcol. Così quando i locali chiudono e ci si ritrova tutti “caldi” per strada, può accadere di attaccar briga per un nonnulla. E’ così è stato. Sul lungomare, davanti al Maristella, e poi anche per le strade del centro, una ventina di giovani si affrontano, divisi in gruppi ben definiti. C’è quello dei locali, un gruppetto di ventenni provenienti da Abbadia San Salvatore e un altro di giovani rapper fiorentini. Botte, calci e pugni, inseguimenti e urla che fanno affacciare alle finestre chi sta già dormendo.
Immediate le segnalazioni ai carabinieri, e così partono una pattuglia dalla stazione di Castiglione e due dal capoluogo. Ma quando arrivano sul posto i giovani si sono tutti dispersi. Inizia il pattigliamento per individuare i partecipanti alla rissa ed è in quel momento, transitando sul Ponte Giorgini, che l’equipaggio della Radiomobile nota tre giovani a terra, con gli arti inferiori coperti di sangue.
Non sanno dire cosa sia accaduto, ma alcuni testimoni riferiscono immediatamente di aver visto una Peugeout 307 grigia rallentare, e dall’interno un uomo, sulla quarantina e calvo, esplodere colpi di fucile. E’ stata sufficiente la descrizione approssimativa perchè il maresciallo della stazione locale intuisse chi poteva essere l’autore di quel regolamento di conti. I carabinieri si sono presentati nell’abitazione del castiglionese, persona già conosciuta per piccoli reati, ed hanno trovato nel cassetto del suo comodino le chiavi dell’armadietto dove il padre, con il quale vive, custodisce due fucili.
L’investigazione della scientifica ha permesso di stabilire che una delle armi, e le munizioni trovate sulla Peugeout, erano compatibili con i pallini ritrovati a terra a Ponte Giorgini. L’uomo, disoccupato con brevi esperienze lavorative come manovale, è stato trasferito in caserma e denunciato a piede libero per lesioni aggravate.  I carabinieri hanno dato un volto ed un nome anche alla maggior parte dei partecipanti alla rissa, ed anche nei loro confronti scatterà la denuncia. I tre giovani di Abbadia sono stati trasferiti all’ospedale, ma non corrono pericolo di vita.

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