Sequestrato per ottenere l'incasso della sala bingo

Monteriggioni

Sequestrato per ottenere l'incasso della sala bingo

14.07.2014 - 10:14

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Un ragazzo è stato sequestrato per ottenere il denaro dell’incasso della sala bingo di Monteriggioni. E’ successo sabato notte alle due quando i rapinatori con il volto coperto da un passamontagna sono entrati in azione sotto l’abitazione del titolare della sala da giochi. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Poggibonsi che stanno indagando in collaborazione con il nucleo investigativo di Siena, i due rapinatori mentre stavano aspettando il titolare del bingo hanno visto arrivare il ragazzo che abita proprio nello stesso palazzo. Per evitare che il piano saltasse hanno deciso di affrontare il giovane armati di una pistola e di un grosso bastone.

Il ragazzo sotto le minacce dei due è stato costretto a risalire nella sua auto, una Suzuki, e aspettare insieme a loro il rientro del vero obiettivo. Non è passato molto tempo e i fari dell’auto del titolare del bingo di Monteriggioni hanno illuminato la strada che porta alla sua abitazione. I due senza esitare neppure un momento sono scesi e hanno iniziato a colpire violentemente i finestrini ma non riuscendo a rompere i vetri uno dei due si è portato sul lato destro dell’auto a ha aperto lo sportello del passeggero. Con la pistola in pungo e il grosso bastone hanno intimato all’uomo di consegnare l’incasso del bingo, denaro che però l’uomo non aveva. I malviventi hanno controllato tutta l’auto ma alla fine si sono dovuti arrendere: di denaro contante neppure l’ombra. A questo punto hanno afferrato il cellullare del titolare del bingo e il suo i-Pad e una volta fatto scendere il ragazzo che avevano sequestrato sono scappati con la sua automobile. Immediata è stata la richiesta di aiuto ai carabinieri arrivati sul posto in pochi minuti. I militari dell’Arma si sono messi alla ricerca dei malviventi che sembrano però al momento svaniti nel nulla. Ritrovata invece poco distante, all’inizio della Cassia, la Suzuki del ragazzo, l’ i-Pad e il telefono cellulare del gestore della sala giochi. Non è escluso che i due rapinatori, che avevano un accento campano, avessero un terzo complice ad aspettarli per la fuga. Gli investigatori sperano adesso di trovare tracce utili alle indagini all’interno delle due auto.

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