Processo Mps, chiesti sette anni per Mussari

Siena

Processo Mps, chiesti sette anni per Mussari

07.06.2014 - 15:06

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Sette anni per l'ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari, sei per l'ex direttore generale Antonio Vigni e l'ex capo dell'area finanza, Gianluca Baldassarri. Sono le richieste avanzate dal pm Giuseppe Grosso, al termine della sua requisitoria al processo per il derivato Alexandria. Tutti e tre sono imputati con l'ipotesi di reato di ostacolo alle funzioni dell'autorità di vigilanza perchè, secondo l'accusa, avrebbero occultato il mandate agreement stipultato con banca Nomura. Tutta l'udienza di ieri è stata impegnata nella requisitoria dei pm: prima di Grosso avevano parlato Antonino Nastasi e Aldo Natalini.

 Secondo il pm Nastasi "i fatti sono di granito e da qualunque angolazione si guardino non presentano una scalfittura". “Un castello di bugie quello messo in piedi dai tre imputati - ha affermato il pubblico ministero Giuseppe Grosso che ha chiesto la pena dei tre imputati. Non vale secondo la pubblica accusa la tesi che Baldassarri abbia fatto tutto da solo per spartirsi la torta con Nomura. "In quel caso non avrebbe avuto interesse a celare il mandate. Invece la radice del vero interesse a celare è altrove, è nei vertici della banca. Il padre padrone di quella banca, il dominus incontrastato era Mussari. Quello che in una notte decise di impegnare la banca per 17 miliardi", aggiunge Grosso, con riferimento alla decisione presa da Mussari in solitaria di acquisire l'Antonveneta nel novembre del 2007”. 

"Baldassarri è solo il braccio esecutivo dell'operazione - ha aggiunto Grosso - l'uomo giusto al posto giusto per fare quella operazione”. "In questo castello di bugie - ha detto - c'è una linea comune ai tre ed è la più abbietta: scaricare sugli altri le responsabilità e non tra di loro perchè così fanno i correi". Il pubblico ministero ricorda l'espressione utilizzata da Mussari nel dibattimento 'io Maramaldo no' per dire che non accusava nessuno. Secondo l'accusa, invece, "maramaldi tutti perchè hanno infierito sul più debole, cercando di tirare in ballo un dirigente della banca. Mussari partecipa consapevolmente alla conference call, è competente in materia finanziaria. I comportamenti di ostacolo all'Autorità di vigilanza da parte dei tre ha portato la banca vicina al fallimento" aggiunge Grosso.

La Banca d'Italia, parte civile, ha chiesto “il risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniale" calcolati in via equitativa dal Collegio.

L'avvocato Tullio Padovani, legale di Mussari insieme a Fabio Pisillo, commentando la richiesta di condanna ha detto: “Temevo, anzi mi aspettavo la richiesta di condanna al rogo. Poi mi sono ricordato che la pena di morte è stata abolita” “Sette anni può essere anche la condanna per un omicidio” ha aggiunto l'avvocato, rimandando poi alla arringa che terrà insieme ai difensori di Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri nell'udienza già fissata per il 13 giugno e, eventualmente, per una successiva.

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