L'importanza delle elezioni francesi

Fuori dal video

L'importanza delle elezioni francesi

21.04.2017 - 18:54

0

Perché (dobbiamo) interessarci alle elezioni francesi? “Non solo perché la Francia, con la Gran Bretagna, è il solo Paese europeo con l'atomica, fa parte del consiglio di sicurezza dell'Onu ed è la quinta potenza economica mondiale (seconda-terza in Europa)”, spiega Thierry Vissol, economista e storico di origine francese. “Ma soprattutto - aggiunge - perché Parigi è con Berlino il motore dell'Europa. Se la Germania e la Francia non si mettono d'accordo, in Europa non si fa niente. Non è detto che facciano sempre bene, di sicuro però sono loro a fare da locomotiva al resto dell'Unione”.
Anche se globalizzazione, emigrazione, terrorismo hanno ridotto gli spazi di manovra di qualunque singolo leader: “Non c'è dubbio che nessun Paese da solo può pensare di modificare l'andamento globale. Questo però vuol dire che se non si fa un gioco cooperativo con gli altri, se non si fa più Europa e non meno, non si potranno superare le sfide della nostra epoca. Al contrario di quel che comunemente si pensa, la gente non ha più fiducia nei politici perché chi è al potere vuol fare da solo e naturalmente non riesce. Di qui la sfiducia nel sistema e nel valore della partecipazione e della scelta da parte dei singoli cittadini: in Francia, la cosa più sorprendente di questi giorni è la quantità di gente che nei sondaggi ammette di non sapere ancora oggi per chi votare. E, pure, l'affiorare del desiderio di un 'capo' che sia in grado di fare finalmente qualcosa. Ecco il rischio della deriva nazional-populista, malgrado i suoi esponenti, come Le Pen e Mèlenchon, facciano parte delle stesse élite contestate e non possano fare altro che occuparsi dei loro affari. Ovvio che la possibilità che un verdetto di questo tipo a Parigi darebbe ossigeno a prospettive simili negli altri Paesi europei. Risultato? Potrebbe essere a rischio la stessa democrazia ma soprattutto il benessere dei cittadini. Non si possono affrontare le sfide mondiali da soli: la Francia, l' Italia e tutti gli altri, presi singolarmente, sono dei nani. Che senso ha parlare di 'sovranità nazionale', se si lasciano senza nessuna legislazione internazionale di controllo le grandi multinazionali che pensano solo al profitto senza alcun obiettivo sociale, e - pure - i grandi flussi di speculazioni finanziarie sui mercati? Che possono fare da soli la Francia o l'Italia di fronte a un paese come la Cina, con un miliardo e 700 milioni di abitanti, in gara con gli Stati Uniti per il primato nell'economia mondiale?'”
Una spinta importante a alzare barriere è dovuta ultimamente soprattutto alla crisi migratoria: “Vero. Senza sovradimensionarne la portata (sono 3-4 milioni i migranti arrivati nell'Europa che ha 500 milioni di abitanti) e senza dimenticare la grave crisi di natalità che il nostro continente avrà per decine di anni: sempre più pensionati e sempre meno persone in età lavorativa. In realtà l'emigrazione più che un problema potrebbe essere la soluzione del problema. A patto che la si sappia gestire: cosa che purtroppo non si sta verificando. Nei paesi dove c'è stata una vera politica di accoglienza, di formazione, di educazione, i migranti portano più soldi di quelli che ricevono. Naturalmente la loro integrazione deve voler dire anche educazione alla nostra civiltà, ai nostri valori, al nostro modo di intendere la cittadinanza”. Ma a Parigi come a Roma c'è ancora tempo per riflettere su questi temi, piuttosto che inveire?
Domenica, in Francia, una prima risposta.

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

La denuncia di Oxfam: in Siria è emergenza ma gli aiuti calano

La denuncia di Oxfam: in Siria è emergenza ma gli aiuti calano

Roma, (askanews) - Dalla comunità internazionale ancora una volta non è arrivato ciò che serviva davvero per garantire un futuro al popolo siriano. È la denuncia di Oxfam, all'indomani della sesta conferenza di Bruxelles sulla crisi. "Nonostante le preoccupazioni espresse dai diversi governi a Bruxelles per la crescente ondata di violenze in Siria, le dichiarazioni d'intenti non si tradurranno in ...

 
È morto Fabrizio Frizzi

LUTTO NELLO SPETTACOLO

È morto Fabrizio Frizzi

Fabrizio Frizzi è morto nella notte per una emorragia cerebrale. Il popolare conduttore televisivo aveva 60 anni.

26.03.2018

Premio Chigiana sbarca a New York

Siena

Premio Chigiana sbarca a New York

Il Premio Chigiana sbarca a New York, dove tiene la prima sessione di audizioni internazionali dell’edizione 2018, dedicata alla nuova generazione di cantanti lirici, in ...

17.02.2018

Blitz a Cacio e Pere: arrivano dieci agenti

Siena

Blitz a Cacio e Pere: arrivano dieci agenti

Stava per iniziare l'esibizione di un gruppo senese quando, sabato sera, dieci agenti si sono presentati nel bar Cacio e Pere, hanno passato al setaccio la documentazione ed ...

11.02.2018