Cresce a Siena il numero dei senza tetto, Lega Nord attacca

Foto Facebook LE INGIUSTIZIE VERSO I NOSTRI CITTADINI (SIENA)

SIENA

Cresce a Siena il numero dei senza tetto, Lega Nord attacca

18.11.2014 - 14:32

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SIENA Piove a dirotto e dietro a un cespiglio del centrale viale Cavour, proprio ai piedi di una chiesa, c’è un cartone inzuppato, accanto, una felpa abbandonata in fretta e furia. Non ci vuole tanto a capire che quello scatolone smontato e ormai disintegrato dall’umidità è stato il giaciglio occasonale di una persona. Uomo, donna?


Uno sconosciuto che probabilmente resterà senza volto, ma che ha lasciato una traccia indelebile sulla nostra coscienza. Il clima non è ancora rigido, ma quella notte di sicuro la piogga ha interrotto il sonno di questo ignoto che non se l’è sentita di bussare alla porta della canonica di Santa Petronilla, nè di rivolgersi alle strutture sociali. Di lì a pochi passi c’è l’uscita della risalita, che dal livello stazione porta fino alla sommità dell’Antiporto. Probabilmente quella sosta notturna è collegata proprio ad uno di quei binari del treno. E’ proprio la stazione ferroviaria è il luogo più controllato e monitorato per arginare il fenomeno degli homeless che negli ultimi anni sono cresciuti di numero, anche nella nostra città. “Quando inizia la stagione fredda - racconta Giovanni Tondo, direttore della Caritas diocesana - la notte spesso faccio dei giri di perlustrazione per raccogliere persone senza fissa dimora in cerca di un tetto e il mio percorso parte sempre da lì, perchè tradizionalmente le stazioni sono i luoghi che raccolgono il maggior numero dei disagi. Non che tutte le notti mi capiti di trovare persone che dormono all’addiaccio, del resto il mio compito è ospitarli nel centro di prima accoglienza per una soluzione per la notte. Talvolta capita che possa aiutare qualcuno portandolo al calduccio su un comodo materasso”.


Non tutti sono uguali. Ognuno ha la sua storia. Vagano senza dimora, senza avere un posto fisso a cui fare riferimento, dormono all’addiaccio. Qualcuno per scelta, altri per patologia, molti per necessità. “Ci può essere la persona che presenta turbe psichiche, altri che conducono una vita randagia per scelta, altri ancora che hanno perso il lavoro, sono soli e non sanno come mantenersi” spiega Tondo. Ed è questa l’aggiunta degli ultimi anni, che anche nella nostra città si fa strada. Da noi i senzatetto non dormono nel marciapiede, come nelle grandi città. Sono pochi, isolati, e scelgono luoghi appartati nascosti alla vista: nei giardini, nelle panchine più nascoste. Qualcuno è così abituato a questo genere di vita da non concepirne un altro. Una volta cercai di prestare aiuto ad un barbone e lui lo accettò ma mi disse ‘se mi dai una coperta sono felice, mi basta una coperta per dormire’. Io ovviamente gli proposi un altro percorso e lo portai alla Caritas”.

“Siena isola felice”: abbandoniamo questo luogo comune che oggi serve solo ad alimentare la nostra rabbia e guardiamoci intorno. Se la vista è corta mettiamoci gli occhiali. Servono tanti fatti e poche parole.

Intanto la Lega Nord Siena attacca: "Dopo il punto Telecom di Pantaneto e l’uomo costretto a dormire dietro un cespuglio di viale Cavour - si legge in una nota - ecco anche chi dorme alla Stazione ferroviaria, nei pressi della risalita. Possibile che a Siena la gente deve dormire in queste condizioni? Il Comune di Siena, che è tanto solidale e sveglio, si dia una mossa. E’ questo il biglietto da visita per la capitale italiana della cultura? E’ questa l’assistenza che Siena è capace di offrire? E’ possibile che in una città come la nostra la gente senza un tetto deve dormire in queste situazioni in Stazione, magari mentre accogliamo i presunti profughi a Monastero con 40 Euro di vitto e alloggio pagato dallo Stato. Quale sicurezza verrà garantita per la zona della Stazione dopo la chiusura dei posti di Polizia ferroviaria e Polizia postale, voluto dal Governo Renzi – Alfano senza che la Sinistra locale muovesse un dito?" concludono gli esponenti della Lega Nord di Siena.

Sonia Maggi

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