La rivoluzione delle Chirurgie, Come cambiano le Scotte nel 2015

SIENA

La rivoluzione delle Chirurgie, Come cambiano le Scotte nel 2015

30.01.2015

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Dietro l’angolo c’è la riforma della sanità Toscana, porta con sè tanti cambiamenti. I tagli impongono di unire le forze per dare risposte ugualmente efficaci all’utenza, superando confini e barriere che finora hanno imbrigliato la sanità regionale. Serve cambiare modalità, ma soprattutto mentalità. Alle Scotte il lavoro che segue la scia del cambiamento è in atto. Il direttore generale del policlinico senese Pierluigi Tosi traccia un bilancio dell’anno appena passato e svela tutte le novità che interesseranno l’organizzazione e l’offerta diagnostica, medica e chirurgica, a disposizione di cittadini senesi e non solo, considerato che l’attrattività nell’area vasta ed extraregionale del nostro ospedale, dati alla mano, è sempre più rilevante.

Il 2014 è stato caratterizzato da una forte revisione dei reparti, con riduzione dei posti letto, ma anche con un nuovo criterio organizzativo. Qualcuno lamenta che i posti letto siano insuffienti e che i tagli e gli accorpamenti siano eccessivi. Qual è dunque il modello che vi ha guidato?
“Quando sono arrivato qui a Siena l’azienda ospedaliera universitaria non rispettava i criteri di efficienza e di efficacia, c’era per esempio una degenza pre-operatoria altissima. Nel momento in cui i soldi sono pochi, se non dimostri coi numeri che sei una struttura alla ricerca dell’appropriatezza e che dà risposte concrete ai cittadini, nessuno ti supporta. Noi abbiamo ricercato e stiamo ricercando in tutto e per tutto l’appropriatezza dei servizi, per razionalizzazione le risorse e per contenere allo stesso tempo i costi, senza sovrapposizioni, senza sprechi. La riduzione dei posti letto alle Scotte risponde a questo criterio, i numeri sono appropriati e sono distribuiti in maniera da consentire una migliore fruizione. Ciò ha consentito di organizzare meglio il day hospital sul fronte terapeutico, lasciando l’attività diagnostica ai pacchetti di day service, che aiutano i pazienti a ridurre le presenze in ospedale ed accorpare gli esami in un unico percorso. Qualche numero: nel 2012 i ricoveri in degenza ordinaria erano 26.900 oggi sono 25.650, i ricoveri in day hospital erano 7500 oggi sono 7300, i day service sono passati da 4800 a 6370”.
Ma l’attrattività dell’alta specialità dalla regione e da fuori regione sembra aumentare in maniera evidente.
“Questa è del resto la nostra mission, i ricoveri di alta specialità, ad alto peso di drg, sono aumentati dal 18 per cento nel 2012, al 19,5 per cento del 2014. La certezza che l’operato sia quello giusto ce la dà un valore molto importante ovvero il peso medio del Drg che nel 2011 era 1,62, in quel momento Careggi e Pisa con performance migliori di noi, oggi siamo a 1,77 con Careggi e Pisa molto inferiori, questo significa che stiamo lavorando bene. Al di là di una attrazione storica verso le specialistiche del nostro ospedale, come Neurochirurgia, Neuropsichiatria infantile, Cardiologia, Chirurgia oncologica, Oculistica, Neurologia tanto per dirne alcune, negli ultimi tempi abbiamo puntato sulle malattie rare. Abbiamo specialisti molto validi che sono referenti per tutto il territorio italiano, questo è il settore di sviluppo. Stando ai dati la percentuale di attrazione extra regionale di Siena è del 21,05, mentre Pisa e al 19,02 e Careggi all’8,58. Ciò vuol dire che questa è un’azienda sana e di qualità a livello regionale e nazionale. Forse molti ignorano che esistono settori interni al policlinico che vantano una percentualie sulla mortalità molto inferiore rispetto alla media nazionale: quella per infarto del miocardio e per ictus, per tumore maligno dello stomaco e per tumore maligno del cervello, è molto bassa”.
All’interno dei reparti negli ultimi mesi c’è stata una notevole rivoluzione, ad esempio nelle chirurgie, che cosa è cambiato?
“Nell’area chirurgica c’erano tre unità operative con venti letti ciascuna e quindi con molta dispersione di risorse e di energie. La nuova organizzazione rimette il paziente al centro delle cure e si articola su due linee: l’urgenza e la programmazione. Due linee indipendenti fra loro che garantiscono al paziente l’omogeinità nell’assistenza pur nella diversità delle problematiche cliniche da trattare. Migliorano le liste di attesa e la gestione e l’uso delle sale operatorie. Per fare un esempio abbiamo ridotto moltissimo la lista d’attesa per i tumori alla mammella, ora è a 15 giorni. Con il nuovo progetto si utilizzano meglio i letti, la logistica è ottima e il personale infermieristico riesce a gestire meglio gli accessi e le dimissioni, con una attenta programmazione, tutti vantaggi per i pazienti, ma anche per chi lavora”.
E nell’immediato futuro quali saranno gli interventi?
“Vogliamo rioriganizzare allo stesso modo le Medicine, ma ci siamo fermati di fronte all’ondata di influenza che ha portato a un numero straordinario di accessi in ospedale. Dal punto di vista strutturale abbiamo realizzato la dialisi e la nefrologia, il reparto di chirurgia al secondo piano, primo lotto, con consegna il 30 marzo. E poi la chirurgia d’urgenza al Dea e le 3 sale operatorie di chirurgia d’urgenza al Dea. I cantieri attualmente in corso sono quelli degli ambulatori dei codici bianchi per otorino ed oculistica al pronto soccorsoDea e la ristrutturazione di Anatomia Patologica.

sul Corriere di Siena nell'edizione del 31 gennaio ulteriori dettagli sui programmi delle Scotte

Gaia Tancredi

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