Mens Sana, a un passo dalle migliori 8 d'Europa è comunque un grande traguardo

Mens Sana, a un passo dalle migliori 8 d'Europa è comunque un grande traguardo

Dopo l’uscita dall’Eurolega adesso la testa solo al campionato. Resta l’amaro in bocca per i troppi infortuni della stagione

07.04.2013 - 18:47

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Alla Mens Sana rimangono l'onore delle armi e, soprattutto, il campionato. Fermarsi ad un passo dall'ingresso fra le migliori otto squadre di Eurolega, dopo aver a lungo cullato il sogno, in sé proibito, di farne parte, lascia in eredità qualche strascico (un pizzico di delusione è plausibile in queste ore, soprattutto in chi la coppa l'ha giocata o allenata) e si porta dietro riflessioni sull'impossibilità di mascherare fino all'ultimo quei limiti che, innegabilmente, la formazione biancoverde ha trasportato lungo l'Europa per sette mesi.
Non si tratta solo di segnalare che, nelle ultime cinque partite, l'attacco Montepaschi è sceso nella sua produzione a 68.2 punti di media dopo averne in precedenza segnati 82.8.
Si tratta casomai di interpretare quel dato, incanalandolo in un ragionamento più complesso che ha risentito di almeno due infortuni chirurgici (prima Ress, poi Hackett, successivamente anche Janning ma lo si può ritenere meno pesante, quest'ultimo "inghippo", mentre l'addio a Kemp ha causato una serie di reazioni a catena, ed aggiustamenti, che ancora si fanno sentire) e delle rotazioni accorciate che ne sono derivate, fiaccando la condizione di chi si è trovato ad implementare i propri compiti, esempio lampante Kangur (ma gli stessi Brown e Moss hanno finito spesso e volentieri per andare sopra le righe, dovendosi dividere un numero di possessi offensivi sempre maggiore), e inoltre mettendo definitivamente a nudo i limiti di un reparto lunghi di sicuro non attrezzato per le sfide continentali.
Nel quale Eze ha pagato i mesi di inattività alla stregua dell'essersi ritrovato, dopo la partenza di Kasun, unico vero centro di ruolo (qualcosa che neppure in passato gli era troppo congeniale), e Sanikidze è stato preda di un'involuzione certamente non preventivabile nel momento in cui firmava, con reciproca soddisfazione, il contratto estivo proposto da viale Sclavo.

Servizio integrale nel Corriere di Siena del 6 aprile
a cura di Matteo Tasso

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