Il crac dello sport senese, calcio e basket verso il fallimento

SIENA

Il crac dello sport senese, calcio e basket verso il fallimento

18.04.2014 - 16:17

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Dopo il panem è finito anche il circenses. Sembra impossibile, eppure lo sport senese ha fatto crac e nei prossimi due mesi potrebbe addirittura sparire. Soltanto quattro anni fa si sognavano trionfi e si guardavano orizzonti infiniti, oggi invece ci svegliamo e le società che sono vere e proprie istituzioni ed eccellenze come il Siena calcio e la Mens Sana basket si ritrovano ad un passo dal fallimento, pronte a chiudere la saracinesca della storia e lasciare solo nei libri i ricordi della loro esistenza. E con esse il declino inesorabile ha già coinvolto importanti realtà come il Poggibonsi (appena retrocessa dai professionisti ai Dilettanti in serie D), la Virtus Basket (costretta ad iscriversi alla serie C regionale), il Costone (che arranca dopo gli ottimi risultati degli anni scorsi), senza parlare di quelle società dilettantistiche che dell'attività sociale dedicata ai giovani facevano il loro fiore all'occhiello e che oggi si ritrovano confinate in un angolo in attesa di non dover chiudere (vedi Asta Taverne e San Miniato, entrambe affiliate con il Siena).
Il dramma Bisogna andare però al centro del problema, capirlo, sviscerarlo, avendo la consapevolezza che gli errori sono sempre frutto di un insieme di situazioni. E il dramma (così come la gloria) dello sport senese ha principalmente un nome: Banca Monte dei Paschi. Inutile girarci intorno, l'istituto di credito che ha favorito il miracolo della Robur in serie A per nove stagioni e della Mens Sana con la vittoria di 8 scudetti e l'arrivo alle Final Four di Eurolega, è anche e soprattutto responsabile della fine tragica delle due società a cui, dopo aver erogato milioni di euro, ha chiuso da un giorno all'altro il rubinetto non permettendo di fatto alle due “Beneamate” di trovare vie d'uscita per salvare le proprie casse. Sono consapevoli il presidente Mps Alessandro Profumo e il dg Fabrizio Viola che le loro scelte hanno massacrato due realtà importanti del territorio? Parlare di società sportive vuol dire, oggi come oggi, parlare di aziende al cui interno, al di là dei professionisti tesserati, lavorano tante persone (dagli addetti alla lavanderia agli autisti) e che lontano dai riflettori hanno contribuito ai successi degli anni passati. Le istituzioni e la politica senesi, in modo particolare il comune, lo sanno bene, ma stentano a dare un reale sostegno, a contribuire ad un aiuto. Bravi negli anni a riempirsi la bocca di parole abusate come "squadre d'eccellenza" o "società fiore all'occhiello della città", a fare sfilate al palazzetto o allo stadio, ma adesso che la situazione sta precipitando, nessuno è disposto a mettersi in gioco, a dare un apporto fattivo lasciando di fatto a se stesse il futuro di Siena e Mens Sana. Eppure basterebbe poco. Questo non giustifica ovviamente le responsabilità e gli errori commessi da chi ha gestito direttamente le due organizzazioni sportive, ma una riflessione e' giusto farla.
Casa Robur Mentre i vertici bianconeri pensano a far discutere la città sulla riqualificazione dell'area del Rastrello e quindi anche dello stadio, la dirigenza è stata costretta quasi alla chetichella ad un drammatico faccia a faccia con la squadra: "Non posso pagarvi gli stipendi" è stato detto dal patron bianconero mercoledì negli spogliatoi di Colle. Questo comporterà due punti di penalizzazione nel prossimo campionato (se mai il Siena ce la farà ad iscriversi) e soprattutto la dichiarazione che le casse della Robur non hanno nemmeno 350 euro per acquistare panini, crostate e qualche litro di benzina. Figuriamoci gli stipendi dei dipendenti. Come può andare avanti una società in queste condizioni? Ieri, fonti vicine alla Procura, hanno confermato che stanno procedendo pignoramenti e richieste di pagamenti da parte di molti creditori mentre non ha trovato conferma l'apertura di una inchiesta penale nei confronti dei dirigenti dell'Ac Siena. Almeno su questo fronte una buona notizia. Il debito che la Robur ha accumulato fino ad oggi è circa 72 milioni di euro, nessuna banca italiana è disposta a fare credito e se entro i prossimi due mesi non entreranno capitali freschi (finanziatori o nuova proprietà) la vecchia e cara Robur rischia il tracollo. Fra pochi giorni, tra l'altro, San Miniato potrebbe mettere i lucchetti ai campi, una situazione simile anche a Colle Val d’Elsa o come quella che si è già verificata con il pullman bianconero. Sul futuro starebbe lavorando l'amministrazione comunale con in testa il sindaco Bruno Valentini pronto a mediare l'ingresso di un nuovo socio. Indiscrezioni parlano di Maurizio Mian, ex presidente del Pisa calcio. Ci sarebbe però in corso anche una vera e propria trattativa gestita direttamente a Roma per il passaggio di proprietà. La notizia è stata confermata ieri da fonti vicine al presidente Massimo Mezzaroma, “ma tutto resta ad una fase embrionale” (così come altri interessamenti). La promozione in serie A darebbe sicuramente una spinta importante ad un nuovo corso in casa bianconera, ma i tempi stringono e le casse piangono.
Casa Mens Sana La situazione è ancora più drammatica rispetto al Siena, un caso “terminale”. Non c'è solo il versante sportivo a rischiare il tracollo, ma in modo particolare quello societario perché l'inchiesta "Time-Out" ha portato la Procura di Siena ad ipotizzare la bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali in relazione ai bilanci dal 2009 al 2013. Un ciclone potrebbe investire la gloriosa società pluricampione d'Italia e costringerla a chiudere i battenti. La Mens Sana è stata messa in liquidazione il 21 febbraio scorso nominando liquidatore il commercialista Egidio Bianchi. La decisione è stata presa dopo che il Cda non ha approvato il bilancio, in perdita di 5,4 milioni. E' stata presentata inoltre dalla procura di Siena un'istanza di fallimento che, nel caso venisse accolta, porterebbe il liquidatore a cedere il posto ad un curatore fallimentare nominato dal Tribunale. Paradossalmente, alla luce delle normative sportive, questo potrebbe rendere più agevole alla squadra l'approdo alla conclusione del campionato. La procedura di fallimento consente l'esercizio provvisorio dell'attività fino al termine della stagione agonistica. La Mens Sana, la squadra delle istituzioni senesi su cui in tanti (forse troppi) si sono pavoneggiati per avere la ribalta dei riflettori oggi non ha più santi in paradiso, figuriamoci tra le istituzioni che l'hanno colpevolmente lasciata al suo destino.
Il comune ed il sindaco Valentini hanno accolto e discusso con il Comitato “La Mens Sana è una fede” garantendo l’impegno a cercare in modo fattivo una soluzione, ma il tempo rimasto è troppo poco. Così come sembra ormai finito quello in cui Siena sognava trionfi e guardava orizzonti infiniti. Se c'è un barlume di speranza va coltivato fino in fondo. Qualcosa di importante può essere ancora fatto.

 

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