"La mia rinascita la devo alle Scotte e ai medici senesi"

"La mia rinascita la devo alle Scotte e ai medici senesi"

La storia di un trapiantato di cuore salvato dall'equipe del policlinico

22.12.2012 - 10:26

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Il mio grazie al policlinico le Scotte di Siena e a quanti trovandosi nella mia stessa situazione possano trarre qualche pur piccolo suggerimento dalla mia straordinaria esperienza. Probabilmente perché condizionato dagli organi d'informazione che hanno sempre offerto un'immagine devastante della sanità pubblica che io ho sempre cercato di tenermi lontano dal mondo della donazione. Penso che la gente non sia tanto predisposta a sentir parlare di sofferenze. Poi la mattina del 4 gennaio 2009 è capitato anche a me l’arresto cardiaco. Voglio raccontare la mia straordinaria esperienza a quanti come me si sono trovati davanti al baratro senza sapere a chi rivolgersi per cercare una soluzione al proprio problema e perché convinto che il mondo dei trapianti è come un crocevia dove si incontrano persone straordinarie. Io ho avuto comunque la possibilità di consultare vari centri ospedalieri cardiologici di varie città dove mi sono state proposte soluzioni da me considerate inaccettabili perché convinto che un uomo prima di essere accettato dalla società in cui è inserito deve accettarsi lui stesso e perché convinto che non sia poi necessario vivere "per forza". Poi, finalmente, ho deciso di rivolgermi all'Azienda ospedaliera universitaria senese e qui il 12 settembre 2012 sono stato sottoposto al trapianto di cuore. Qui ho conosciuto medici privi di quell'odiosa spocchia tipica di tanti "signori del potere". Tutti si sono dimostrati professionali, affabili, sensibili a volte tesi e nervosi per non poter fare tutto quello che avrebbero voluto. Sono stato testimone diretto di carichi di lavoro massacranti dell'equipe cardiologica e cardiochirurgica sostenuti solo dalla propria etica professionale e umanità. Forse non ci rendiamo conto di quanti danni arrechiamo all'immagine della sanità pubblica alimentando scenari catastrofici e falsi che ci allontanano ad esempio dal mondo delle donazioni ancora troppo piccolo e lontano dalla coscienza civile. Io credo che così come avviene per i casi di mala-sanità sia giusto raccontare anche i successi che la stessa Sanità raggiunge quotidianamente. Conosco bene il rischio di apparire "schierato" per gratitudine perché a me è "andata bene". 

Servizio integrale nel Corriere di Siena del 19 dicembre

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