Uffici postali periferici a rischio: Provincia e Comuni si scagliano contro la Regione

Uffici postali periferici a rischio: Provincia e Comuni si scagliano contro la Regione

L'assessore Macchietti e il sindaco Boscagli strigliano la Toscana dopo l'accordo con Poste Italiane: "Non ci soddisfa e non ci tutela. Mercoledì 12 dicembre manifestazione in piazza Matteotti, a Siena"

06.12.2012 - 16:39

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Dici ufficili postali e succede di tutto. Polemiche comprese. Eccone un esempio. Primo: "Il confronto fra la Regione e Poste Italiane per definire la riorganizzazione degli uffici postali ha escluso un coinvolgimento diretto dei Comuni e della Provincia di Siena".  Secondo: "Il risultato raggiunto ci soddisfa solo parzialmente". Parola di Marco Macchietti, assessore provinciale alla pianificazione territoriale e Michele Boscagli, sindaco di San Giovanni d’Asso e coordinatore dei sindaci impegnati nella difesa degli uffici postali periferici.
Giù in piazza La musica è appena cominciata. Ancora Macchietti e Boscagli a condurre: "Rimangono ancora forti incertezze sui termini e sulla durata dell'accordo, che continua a penalizzare alcuni territori, privati di un servizio essenziale da scelte basate su criteri a noi sconosciuti. Chiediamo maggiore chiarezza e più concertazione. Mercoledì 12 dicembre alle 10 organizzeremo una manifestazione in piazza Matteotti, a Siena, davanti alla sede centrale provinciale di Poste Italiane, a cui invitiamo a partecipare tutti i sindaci della provincia e tutti coloro che vorranno unirsi per far sentire la voce coesa del nostro territorio a tutela dei cittadini". Ma non è finita qui.
Ascoltati e messi di parte "La Regione - continuano Macchietti e Boscagli - è stata sensibilizzata sul tema dalla Provincia e dai Comuni interessati, che, poi, sono stati esclusi da ogni ulteriore coinvolgimento. Le istituzioni locali non sono state coinvolte neppure dalle organizzazioni sindacali di categoria che hanno sottoscritto l’accordo. In un primo incontro, la Regione e Poste Italiane aveva ipotizzato una sospensione della riorganizzazione fino a giugno 2013".
Conclusione: "Oggi abbiamo appreso di una nuova decisione che salva gran parte degli uffici, ma continua a penalizzare altri territori. Un risultato che ci tranquillizza relativamente, perché non è chiara la durata dell’accordo raggiunto e il rischio della chiusura potrebbe paventarsi nuovamente nei prossimi mesi. Inoltre, non comprendiamo i criteri adottati per la riorganizzazione, che continuano a danneggiare territori e comunità, anche abbastanza popolose, che vivono in zone periferiche". 

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