Cinque anni per dimostrare se fu malasanità

Il prossimo 23 novembre, con la sentenza, verrà messa la parola fine al primo grado del processo che vede imputate diciassette persone

05.11.2012 - 10:59

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Il 23 novembre prossimo verrà pronunciata la sentenza a conclusione del lungo processo sui tubi scambiati alle Scotte. E così si metterà la parola fine al primo grado di giudizio su una vicenda che ha coinvolto ben 18 imputati, ora scesi a 17, per un evento di mala sanità tanto complesso quanto clamoroso. Tutto parte dall'inspiegabile decesso di un paziente durante un’operazione nella moderna sala angiografica, resa funzionante quando non ancora completamente collaudata e dotata del corredo strumentale completo. Il paziente muore durante un intervento chirurgico abbastanza banale desaturando all'improvviso, nel momento del passaggio dalla anestesia locale a quella generale. Episodio che crea dei dubbi sui chirurghi ma che viene ufficialmente spiegato da un certificato di morte, prodotto dal riscontro diagnostico che parla di infarto del miocardio. Da rilevare che subito dopo l'intervento mortale, il paziente posto successivamente sotto i ferri dotato di mascherina per la ventilazione, mostra una strana reazione, tende ad assopirsi come riveleranno i testimoni, e in realtà viene salvato perché il chirurgo gli toglie la maschera dell'ossigeno.

Notizia integrale nel Corriere di Siena del 4 Novembre
a cura di Sonia Maggi

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