Paolo De Luca, l'ultima intervista

Otto anni fa se ne andava il presidentissimo della Robur

31.03.2015 - 12:49

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Otto anni fa, il 31 marzo 2007, se ne andava l'ex presidente del Siena Paolo De Luca, il patron della "Lucida Follia", il condottiero che riuscì a portare la Robur in serie A. Come ogni anno, in occasione dell'anniversario, i tifosi del Siena lo ricordano con parole bellissime, lettere, pensieri, immagini sui propri socialnetwork. Il 'presidentissimo', l'uomo dei sogni che da poco più di un mese aveva compiuto 64 anni, scomparve alle 8 di mattina, al 'Nuovo policlinico università Federico II' di Napoli, circondato dalla famiglia.  Se n'è andò, ironia della sorta, appena dodici ore dopo il passaggio definitivo delle sue azioni del Siena calcio ai nuovi proprietari guidati dall'avvocato Giovanni Lombardi Stronati. Un addio poetico come del resto ci aveva abituato con la sua permanenza nella città del Palio, fatta di passione ed energia che a tutti ricordavano il carattere fiero di ogni senese.

GUARDA IL VIDEO DI OMAGGIO A DE LUCA

Oggi il Corriere di Siena vuole ricordarlo pubblicando per i nostri lettori l’ultima intervista che Paolo De Luca rilasciò poco prima di morire al Corriere di Siena in piena trattativa di vendita. Rileggerla oggi è emozionante perchè racchiude tutto ciò che l’ingegnere aveva portato a Siena: attaccamento alla maglia, euforia travolgente, sogni che diventarono realtà ed una grande passione. Ma si tratta soprattutto di un testamento sportivo e storico importante per la vecchia e amata Robur. La malattia lo aveva già fortemente attanagliato, ma decise comunque di parlare con il nostro Andrea Bianchi Sugarelli con il quale fu continuamente a contatto dal suo arrivo a Siena, nel 2002.

SIENA Qualche settimana fa il patron del Siena, Paolo De Luca, continuava a scherzare: “Non mi date ancora il ‘De profundis’, sono sempre il presidente, non ho venduto. Con il Monte dei Paschi stiamo cercando le soluzioni migliori per il futuro della Robur”.
Ieri (7 gennaio 2007, ndr), invece, dalla sua villa di Posillipo, l’ingegnere napoletano si è congedato. E a differenza di quel personaggio un po’ istrionico, talvolta ricercatamente fanfarone, che ci aveva fatto conoscere negli oltre cinque anni di presidenza bianconera, la figura che è apparsa è stata probabilmente quella più vera, forse quella che ha sempre caratterizzato la sua vita: chiusa, riflessiva, bonaria. Le parole di commiato sembrano lasciare il segno e solo in alcune occasioni si riconosce il De Luca degli anni più belli. E senza dubbio gli anni più belli della storia bianconera sono rappresentati proprio dalla sua presidenza, da quella incredibile salvezza in serie B e la conseguente cavalcata verso la storica promozione in serie A: “Siena mi mancherà tantissimo. Questa esperienza mi ha segnato e con me porterò sempre l’entusiasmo degli sportivi senesi e l’amore che questa città ha dato a me e ai miei figli, soprattutto Alessandro. Io mi sono legato a Siena e al Siena, altrimenti non mi sarei impegnato così tanto. Ho sempre detto che sono orgogliosamente un napoletano doc, ma il mio cuore al 51 per cento è senese. Spero solo di non aver pagato un prezzo troppo alto in questi cinque anni”.

In che senso?

“Nel senso che io ho dato tutto per questa squadra e società, tralasciando spesso la famiglia e le mie altre aziende”.

Per questo ha deciso di vendere le azioni proprio adesso?

“Credo di aver fatto il mio tempo e di aver ripagato questa città per ciò che aveva dato a mio figlio Alessandro e di cui sarò sempre riconoscente (il giovane De Luca è stato curato per molto tempo a Siena, ndr). Il calcio di oggi impegna totalmente, ci vogliono persone che seguano ‘full time’ la società e la squadra, sia negli allenamenti sia all’interno del palazzo. Adesso, ragionando con le istituzioni, con il sindaco Cenni, con il presidente del Monte, Mussari, sceglieremo la soluzione migliore che possa garantire un futuro duraturo all’Ac Siena nell’élite del calcio”. 

Il suo pacchetto azionario è fissato a 25milioni di euro. Nella trattativa potrà scendere sotto questa cifra?

“Nel corso di oltre cinque anni, De Luca ci ha rimesso diversi soldi con il Siena. Spero che si trovi una soluzione a salire e non a scendere. In ogni modo, prima si arriva ad un accordo e meglio è”.

C’è l’interesse di una cordata con Bassilichi e Fusi della Btp (poi entrati in società come minoranza, ndr). La ritiene una buona soluzione?

“Onestamente non lo so. Li conosco solo per nome e non personalmente, ma io ho riposto grande fiducia nell’operato della Banca che sicuramente farà la scelta migliore. Naturalmente anche per i miei interessi”. 

Chiederà alla nuova proprietà di tenere nel consiglio di amministrazione persone a lei care?

“Se si arriverà ad una soluzione positiva ed equilibrata della vicenda, sarà giusto che la nuova proprietà nomini dirigenti di loro fiducia. Posso però affermare che in questi anni ho avuto accanto a me persone preparate e di alto livello morale”.

Dopo oltre cinque anni, chi intende ringraziare?

“I ringraziamenti si fanno al momento di uscire definitivamente dalla scena ed io spero che questo avvenga in modo corretto. Quando succederà dirò tutti i nomi, soprattutto quello di una persona speciale con grandi valori umani. Senz’altro, per ora, devo ringraziare tutti coloro che mi hanno dimostrato affetto e gli sportivi che mi hanno regalato emozioni e ripagato di tutti i sacrifici”.

Rammarichi da evidenziare?

“Ho dato tutto per questa avventura e forse ho trascurato troppe cose importanti. Adesso tornerò alla mia famiglia. L’obiettivo Europa? Non è un rammarico perchè continuo a sperare che il Siena ci possa arrivare, i presupposti ci sono. La Robur adesso ha il rispetto dell’Italia, non solo calcistica. E poi il settore giovanile sta dando i suoi primi, ottimi frutti”.

Secondo lei, il Siena può permettersi la serie A o addirittura le competizioni europee?

“Credo di sì perchè il calcio sta cambiando. Con le nuove regole e i diritti tv più equilibrati i margini di miglioramento ci sono. Ma il Siena sarà veramente competitivo quando potrà dotarsi di una struttura propria, con campi di allenamento e magari alberghi. Insomma, l’idea del campus che ho sempre avuto e che tutte le altre realtà di serie A hanno da molti anni”.

In questi cinque anni è sempre stato autonomo oppure in certi casi le sue scelte sono state condizionate, magari dalle istituzioni o da certe prese di posizione dei tifosi?

“Sono sempre stato autonomo e le mie scelte sempre dettate dall’idea di fare la cosa giusta. Insomma, mi sono assunto le mie responsabilità. Le istituzioni sono state molto vicine alla società e alla squadra e non hanno mai interferito con noi. Dai tifosi, invece, ho ricevuto sempre amicizia e rispetto che ho contraccambiato”.

Scelte di cui si pente? Papadopulo, Taddei, Simoni...

“Nella vita quando le storie finiscono si prende tutto il pacco senza rimpianti. Credo di aver fatto sempre le scelte giuste, anche nei momenti più particolari”.

Paolo De Luca ci mancherà...

“Come ho già detto, anche a me mancherà Siena ed il Siena. Nonostante quelle piccole incomprensioni che ci sono state negli anni dovute al fatto che io sono una persona chiusa e che soprattutto non ho vissuto sempre appieno la città per via dei miei impegni di lavoro a Roma e Napoli. Ma i miei rapporti rimangono positivi con tutti, soprattutto con le istituzioni. Adesso ciò che conta è lavorare tutti insieme, con il sindaco Cenni e con Mussari, presidente della grande banca che identifica la potenza della nostra squadra, per arrivare ad una soluzione positiva. Per una Robur più forte”.

Andrea Bianchi Sugarelli (gennaio 2007)

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