"Suvignano rappresenta un simbolo, gli italiani sono attenti alla legalità"

L'intervista a Franco La Torre, figlio dell'onorevole ucciso dalla mafia

09.09.2013 - 13:46

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Una vita segnata indelebilmente dalla mafia. Un’esistenza cambiata inesorabilmente quando il 30 aprile 1982 la mafia a Palermo uccise suo padre, l’onorevole Pio La Torre. Oggi quell’uomo, che propose in parlamento una legge che introducesse il reato di associazione mafiosa (legge Rognoni-La Torre) ed una norma che prevedesse la confisca dei beni ai mafiosi, è diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Per la sua azione politica venne barbaramente ucciso.
Oggi il figlio Franco, membro dell’ufficio di presidenza di Libera, gira l’Italia per combattere contro ogni tipo di associazione di stampo mafioso. Questa mattina sarà a Suvignano, assieme a istituzioni e cittadini, per dire no alla vendita all’asta della più grande tenuta in Italia confiscata alla mafia.
Franco La Torre, sembra che possa esserci un ripensamento sulla decisione di messa all’asta di Suvignano: cosa ne pensa?
“Un ripensamento deve esserci. Il percorso avviato da Regione Toscana, Provincia di Siena e Comune di Monteroni d’Arbia ha buoni presupposti e l’azienda di Suvignano è un simbolo per il quale dobbiamo lottare”.

Servizio integrale nel Corriere di Siena dell’8 settembre
a cura di Gennaro Groppa

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